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  Comunicato stampa dell'Associazione Olokaustos 28/03/05
 
 
  Attentati a Lugano
Invito alla rilessione ed all'attenzione
 
 
         
  L'arresto dell'ex autista di bus per gli incendi della Sinagoga di Lugano e di un negozio appartenente ad una famiglia ebrea, ha provocato molto sollievo nell'opinione pubblica: questa soluzione del caso apparentemente esclude l'antisemitismo come causa prima dell'atto criminale. Il sollievo però è ingiusticato e prematuro.

Prematuro perché le indagini non sono ancora terminate. Sono ancora in corso e risultano indispensabili approfonditi accertamenti per stabilire inequivocabilmente che dietro all'uomo che ha agito non si nascondano dei mandanti.

Ingiustificato perché, anche nel caso ci trovassimo di fronte a uno squilibrato, ciò non significa che i suoi atti non abbiano una loro logica e non traggano origine dal clima che si respira nella nostra società. Una persona in condizioni di disordine psicologico cerca il gesto eclatante (il
quadro di valore inestimabile da sfregiare, la personalità sotto i riflettori dei media da colpire, i luogi simbolici a cui dare fuoco). Per questo motivo, se un individuo con disturbi mentali percepisce una Sinagoga come luogo in grado di attirare l'attenzione dei media, è assai probabile che l'antisemitismo sia qualcosa che sta nel tessuto sociale in modo latente. Cosa, questa, purtroppo confermata dal fatto che diversi membri della Comunità ebraica di Lugano hanno ricevuto telefonate di insulti e minacce da cittadini apparentemente soddisfatti degli incendi che hanno colpito la Sinagoga e il negozio di un ebreo. D'altro canto lo stesso
presunto esecutore degli attentati non era nuovo ad atti antisemiti se è vero che in precedenza aveva impedito a tre ebrei di salire sull'autobus da lui guidato. L'antisemitismo si presenta spesso in forma subdola e non è sempre riconoscibile a prima vista la sua potenziale pericolosità.

Non il sollievo e non l'archiviazione frettolosa di ipotesi scomode, ma la riflessione e la preoccupazione, dovrebbero animare l'opinione pubblica, le autorità e le forze politiche.
 
           
           
           
           
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