Il 16 ottobre 1943 rappresenta
un giorno di infamia e di lutto. A Roma le SS tedesche comandate dal maggiore
Kappler rastrellarono nel Ghetto 1.267 ebrei romani.
Recentemente in base al "Nazi War Crimes Disclosure Act" sono
stati declassificati e resi di pubblico dominio più di 400.000
documenti dell'OSS (Office Strategic Services) i servizi segreti statunitensi
dal 1942 al 1945 e i successivi documenti del Strategic Services Unit
dal 1945 al 1946.
Tra questi documenti due - particolarmente importanti - riguardano la
sorte degli ebrei romani. Olokaustos.org li presenta ai suoi lettori italiani
con la traduzione di Daniela Millefiorini.
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Il primo documento è una informazione
proveniente da un agente segreto chiave dellOSS durante la Seconda
Guerra Mondiale: un funzionario del Ministero degli Esteri anti nazista
chiamato Fritz Kolpe. Kolpe, nei suoi frequenti viaggi in Svizzera come
diplomatico, si incontrava con gli agenti dell'OSS e consegnava loro i
documenti segreti nazisti che aveva duplicato. Con il nome in codice di
"George Wood", Fritz Kolpe divenne la miglior fonte di Allen
Dulles a Berna durante il 1944 ed il 1945. Il documento che pubblichiamo,
(classificato in Rapporti dellUfficio dei Servizi Strategici, RG
226, Registrazione 210, cassa 440) risale al 6 ottobre 1944 ed è
stato reso pubblico nel 1998. In esso vengono rivelati i piani tedeschi
per la razzia e deportazione degli 8.000 ebrei di Roma. Dunque con dieci
giorni d'anticipo gli Alleati erano venuti a conoscenza delle intenzioni
tedesche. Il testo del documento è il seguente:
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[Segreto]
Ufficio Servizi Strategici
Washington, D. C.
TRATTAMENTO DEGLI EBREI ITALIANI
Il 6 Ottobre 1943 è stata fatta la seguente raccomandazione ad
alte fonti tedesche da un ufficiale tedesco in Italia:
Sono stati ricevuti da Berlino dallObersturmbannf¸hrer Kappler
(ordini per) catturare e portare al Nord Italia gli 8.000 Ebrei che vivono
a Roma. Devono essere liquidati.
Il Generale Stahel, il Comandante della città di Roma, permetterà
questa azione solo se sarà in armonia con le politiche Ministero
degli Esteri del Reich. Sarebbe affare migliore, secondo la mia opinione,
usare gli Ebrei come a Tunisi, per lavorare alle fortificazioni. Insieme
a Kappler, presenterò questo punto di vista tramite il Feldmaresciallo
Generale Kesselring.
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Il 6 ottobre dunque il destino degli ebrei
romani era stato deciso a Berlino: trasferirli a nord e eliminarli. Evidentemente
Kappler e le SS in Italia ebbero l'idea di utilizzare la forza lavoro
ebraica prima di eliminarla. Questa proposta - che avrebbe significato
dilazionare l'eliminazione - non venne accolta a Berlino.
L'11 ottobre 1943 Ernst Kaltenbrunner - Capo dell'Ufficio Centrale per
la Sicurezza del Reich e successore di Reinhard Heydrich - inviava un
messaggio radio criptato a Herbert Kappler.
I servizi segreti britannici intercettarono la trasmissione e la trasmisero
ai servizi segreti americani. Il messaggio [Records of the Office of Strategic
Services (RG 226), Document # 670 (CIA Box4, Project 907122).] reso noto
anch'esso nel 1998 recitava:
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7458 GRUPPO XIII/52
Da BERLINO a ROMA
RSS 256/11/10/43
QGL su 6556 kcs 1902/15 GMT
1955/156
A KAPPLER.
E esattamente limmediato e completo sradicamento degli Ebrei
in ITALIA che è nello speciale interesse della presente situazione
politica interna e della sicurezza generale in ITALIA. Per posporre lespulsione
degli Ebrei fino a che i CARABINIERI e gli ufficiali dellEsercito
Italiano non siano stati rimossi non si può più considerare
che la menzionata idea di richiamare in ITALIA per quello che probabilmente
è un lavoro del tutto improduttivo sotto la direzione responsabile
delle autorità italiane. Più a lungo si dilazionerà,
maggiormente gli Ebrei, che stanno senza dubbio facendo assegnamento su
misure di evacuazione hanno unopportunità di andare [a nascondersi]
nelle case di Italiani favorevoli agli Ebrei [e] di scomparire completamente.
[18 corrotto]. LItalia [è stata] istruita ad eseguire gli
ordini del RFSS per procedere con levacuazione degli Ebrei senza
alcuna ulteriore dilazione.
KALTENBRUNNER. Obergruppenführer
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Kaltenbrunner dunque respingeva l'idea di
utilizzare gli ebrei come forza lavoro sotto la responsabilità
italiana. Né si poteva aspettare che tutti i Carabinieri e gli
ufficiali dell'Esercito (ritenuti inaffidabili) fossero neutralizzati.
Occorreva far presto.
Dieci giorni dopo Herbert Kappler rastrellava gli ebrei del Ghetto di
Roma: destinazione Auschwitz.
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