Traduzione del documento 232 (NO-861)
Affidavit di Zophia Maczka - 16 aprile 1946
Riguardo agli esperimenti che hanno avuto luogo nel lager di Ravensbrück,
furono effettuati fra l'estate del 1942 e l'estate del 1943. Gli esperimenti
vennero condotti nell'ospedale del lager, sotto la direzione del professor
dottor Gebhardt, SS
Brigadeführer.
Il professor Gebhardt
era a capo del sanatorio di Hohenlychen a Hohenlychen (Mecklenburg). Gli esperimenti
si svolgevano con l'aiuto del Dott. Fischer,
che era l'assistente del professor Gebhardt.
C'era inoltre un altro assistente di cui non conosco il nome. Parteciparono
al loro svolgimento i seguenti medici del lager: dottoressa Herta
Oberheuser, dottor Rolf Rosenthal, dottor Schiedlausky; tutte le infermiere
tedesche che erano impiegate in quel periodo nel lager e due prigioniere tedesche
(Schutzhaftgefangene): Gerda Quernhein e Fina Pautz, prestavano assistenza.
Furono scelte le prigioniere politiche polacche in custodia protettiva giunte
con i trasporti da Varsavia e da Lublino, in tutto ne vennero selezionate
74. Tutte coloro che furono scelte erano donne in buona salute e di buona
costituzione. Molte erano studentesse. La più giovane aveva 16 anni,
la più vecchia 48.
Gli esperimenti dovevano essere effettuati per scopi scientifici, ma non avevano
niente a che fare con la scienza. Vennero effettuati in circostanze orribili.
I medici ed il personale di supporto non era addestrato. Gli ambienti non
erano né asettici né igienici. Dopo gli esperimenti, le pazienti
venivano lasciate nelle stanze ancora sotto shock senza aiuto medico, senza
l'aiuto di un'infermiera o qualsiasi controllo.
Le operazioni venivano fatte secondo la volontà dei medici con strumenti
chirurgici non sterilizzati. Il dottor Rosenthal, che ha effettuato la maggior
parte delle operazioni, si distingueva per il suo sadismo.
Verso la fine del 1943 gli esperimenti vennero effettuati nel "bunker"
che era l'orribile prigione del lager. Le vittime venivano operate lì
perché avevano cercato di opporsi e le operazioni venivano condotte
nelle celle senza neppure lavare le parti del corpo che sarebbero state operate.
Questa era "l'atmosfera scientifica" nella quale venivano effettuati
gli esperimenti "scientifici". Tutti gli esperimenti erano effettuati
sulle gambe e le pazienti venivano narcotizzate.
Gli esperimenti erano divisi in due gruppi principali:
1. Esperimenti che prevedevano l'infezione del paziente.
2. Esperimenti asettici sperimentali.
Nel primo caso veniva aperta una ferita nella gamba che successivamente veniva
infettata con batteri. Vennero usati lo stafilococco aureo, il malignum dell'edema,
il bacillo della cancrena gassosa e il tetano.
Weronika Kraska, infettata con il tetano morì dopo alcuni giorni.
Kazimiera Kurowska fu infettata con il bacillo della cancrena gassosa morì
anche lei dopo alcuni giorni.
Con il malignum dell'edema furono infettate Aniela Lefanowicz, Zofia Kiecol,
Alfreda Prus e Maria Kusmierczuk.
Le prime tre morirono dopo pochi giorni mentre Maria Kusmierczuk sopravvisse
all'infezione. Rimase malata per più di un anno, oggi ma è viva
ed è prova vivente.
Venivano utilizzati piretici (stimolanti della febbre) le ferite infettate
provocavano velocemente la malattia.
Molte delle pazienti rimasero malate per mesi e quasi tutte rimasero zoppe.
PerchÈil professor Gebhardt,
con la sua formazione, effettuò questi esperimenti? Per esaminare i
nuovi farmaci dell'industria chimica tedesca; principalmente vennero usati
il cibazol e l'albucid. Anche il tetano venne trattato in questo modo. I risultati
del trattamento non venivano controllati, o se veniva fatto la metodologia
era inadeguata, superficiale, e di nessuna utilità.
Gli esperimenti asettici consistevano in operazioni sulle ossa, sui muscoli
e sui nervi. Controllavo le ossa eseguendo le radiografie. Come addetta infatti
avevo il compito di eseguire tutte le radiografie alle pazienti. Fu in questo
modo che capii quanto stava accadendo.
Venivano effettuati i seguenti esperimenti:
(a) fratturazioni;
(b) trapianto dell'osso
(c) innesto dell'osso
Le ossa venivano rotte nella parte inferiore delle gambe con colpi di martello
e successivamente venivano ingessate con delle pinze (per esempio Janiga Marczewska)
o senza pinze (per esempio Leonarda Bien). Dopo diversi giorni veniva rimossa
l'ingessatura e la gamba veniva lasciata così fino alla guarigione.
I trapianti venivano effettuati nel modo usuale, salvo che parti intere della
fibula venivano tagliate, a volte con il periosteum, a volte senza periosteum.
Un esempio tipico di queste operazioni è quella effettuata su Krystyna
Dabska.
Per quanto riguarda gli innesti di ossa erano condotti da Gebhardt
e dai suoi collaboratori. Durante la fase preparatoria dell'operazione venivano
inseriti due tasselli ossei nelle tibie di entrambe le gambe. In una seconda
operazione ciascun tassello veniva asportato insieme alla parte di osso vicina
e il tutto veniva portato alla clinica di Hohenlychen.
Come operazione supplementare all'espianto questo procedimento venne applicato
a due prigioniere in custodia protettiva che - come conseguenza - contrassero
una deformazione ossea di tipo osteomelitico. Non si trattava di due prigioniere
polacche ma di una tedesca Maria Konwitschka che era Testimone di Geova e
di una ucraina Maria Hretschana. Gebhardt
era interessato alla reazione.
Gli esperimenti sui muscoli consistevano in diverse operazioni svolte sempre
sullo stesso punto nella parte alta o bassa delle gambe. Ad ogni ulteriore
operazione venivano tagliati pezzi di muscolo sempre più ampi. Alle
volte veniva impiantato un piccolo pezzo di osso nel muscolo (come accadde
alla prigioniera Babinska).
Durante le operazioni ai nervi parte dei nervi stessi venivano rimosse (per
esempio a Barbara Pytlewska).
E' stata raggiunta qualche risultato [scientifico]? No, affatto: gli esperimenti
non sono stati controllati scientificamente e quando fu fatto regnava una
estrema insufficienza nella analisi. Non so esattamente cosa facessero con
questi pezzi di ossa, di muscoli e di nervi .
Qual'era il destino di quelle prigioniere che riuscivano a lasciare vive l'ospedale?
Quasi tutte erano divenute zoppe e sopportavano terribili sofferenze come
risultato delle operazioni. Ancora più terribile era la tortura morale
inflitta perché da quel momento vivevano con la convinzione che alla
fine sarebbero state tutte uccise per nascondere le prove degli esperimenti.
Le autorità del lager, il comandante Suhren, l'aiutante Braeuning e
la soprintendente principale Binz, ricordavano attraverso i loro ordini alle
vittime che non dovevano dimenticare di essere delle condannate a morte. Infatti
ben 6 delle pazienti sopravvissute alle operazioni furono uccise.
* * * * * * * * * *
Come "supplemento" alla descrizione di queste operazioni desidero
aggiungere alcune informazioni su delle cosiddette "operazioni speciali"
che vennero condotte contemporaneamente su alcuni prigionieri psichicamente
disabili.
Questi vennero selezionati e trasportati nella camera operatoria dove subirono
l'amputazione di entrambe le gambe sino all'anca o - in altri casi - delle
braccia sino alla spalla. Se le vittime sopravvivevano a questo orrore venivano
eliminate con una iniezione di evipan e la gamba o il braccio veniva portato
a Hohenlychen per le ricerche di Gebhardt.
Vennero eseguite circa dieci operazioni di questo tipo per tutto il periodo
nel quale ero utilizzata come aiuto e, a rischio della mia vita, ho cercato
di conoscere più particolari possibili nella convinzione che fosse
mio dovere, se mi fossi salvata, raccontare al mondo la verità. Vorrei
concludere la mia deposizione con due domande: che tipo di risarcimento può
offrire la società a persone che sono state operate in questo modo?
Che tipo di giustizia può offrire il mondo a quelle persone che hanno
condotto queste operazioni?
Firmato dottoressa Zofia Maczka specialista radiologa di Cracovia.
Ex prigioniera politica in custodia protettiva N° 7403 a Ravensbruck attualmente
residente a Stoccolma, Serafimerlasarettet, Roentgen.