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La testimonianza di Oswald Pohl al processo
foto di Oswald Pohl al processo di Norimberga
La testimonianza che riportiamo rappresenta il tentativo di difesa di Oswald Pohl, capo dell'Ufficio Centrale Amministrativo Economico delle SS. Nell'intera testimonianza Pohl - mentendo in modo lampante - cerca di dissociarsi dallo sterminio degli ebrei scaricando su Himmler, Hoss ed Eichmann ogni responsabilità. In realtà Pohl controllava ogni aspetto amministrativo dei campi e, in quanto tale, fece progettare le attrezzature destinate al gassaggio e alla cremazione delle vittime. La sua conoscenza degli aspetti operativi dello sterminio risaliva al 5 dicembre 1939 data nella quale ebbe un incontro con Himmler. Dell'incontro ci è rimasta la minuta di Himmler con gli argomenti trattati, tra questi un punto è definito "unità di disinfestazione - forni crematori".

Estratto dalla testimonianza dell'accusato Oswald Pohl

Giudice Toms: Sto parlando dello sterminio intenzionale di anziani, malati, ebrei sani o no attraverso impiccagione e gassaggio specialmente ad Auschwitz. Sa qualcosa a proposito dello sterminio ad Auschwitz?

Pohl: Naturalmente avevo conoscenza di ciò. L'intero programma di sterminio diretto contro gli ebrei era una azione coordinata dall'RSHA all'interno del quale Eichmann organizzava i trasporti di ebrei diretti ad Auschwitz dove poi gli ebrei venivano sterminati da Hoss. Questo programma non aveva nulla a che fare con i campi di concentramento come tali e i campi di concentramento esistenti erano usati impropriamente per questo scopo. I documenti e i rapporti riguardanti questo programma, sui quali ero informato da lontano, non passavano per l'Ispettorato dei Campi di Concentramento. Tutta la questione veniva condotta all'interno di una cerchia molto ristretta.
Toms: Ma su larga scala?

Pohl: Ho conosciuto le cifre autentiche solo dopo la guerra. A quel tempo non avevo alcuna idea che il numero delle persone interessate assommasse a milioni. L'intero programma di sterminio degli ebrei era coordinato dall'Ufficio IV dell'RSHA e l'organizzatore dei trasporti era un certo Eichmann che inviava i trasporti ad Auschwitz dove le persone venivano sterminate da Hoss che in questo caso non agiva in qualità di comandante di campo ma come subordinato di Himmler o del governo del Reich.

Toms: Lei ricopriva il suo incarico quando il programma di sterminio venne attuato dall'RSHA?

Pohl: Non ho idea di quando partì il programma.

Toms: Bene se ignora quando partì allora può dirci se venne portato avanti mentre lei era nel suo incarico?

Pohl: Se durante il 1942 o il 1943 questo programma fosse ancora in svolgimento lo ignoro. Non so quanto a lungo durò.

Toms: Secondo lei dunque i campi di concentramento vennero "presi a prestito" per condurre a termine questo piano di sterminio?

Pohl: A mio parere sì.

Toms: Riguardo al piano di sterminio costruirono camere a gas nei campi di concentramento?

Pohl: Sì ma io non costruii nessuna camera a gas e non ricevetti nessun ordine che prescriveva che fossero costruite camere a gas.

Toms: Costruirono queste camere a gas mentre lei era nel suo incarico?

Pohl: Non so con esattezza in quale anno vennero costruite le camere a gas ad Auschwitz.

Toms: Bene no sa quando furono costruite. Quando furono messe in funzione lei ricopriva il suo incarico?

Pohl: Quando gli ebrei venivano sterminati le camere a gas lavoravano ed erano operative.

Toms: E ciò accadeva mentre lei ricopriva il suo incarico?

Pohl: Non potrei dirlo perché visitai Auschwitz soltanto una volta nel 1944 e forse due volte nel 1943. A quel tempo non vidi ebrei che venivano sterminati. Perciò non so per quanto tempo venne attuato il programma.

Toms: Lei vide le camere a gas quando si recò ad Auschwitz?

Pohl: Vidi da lontano i palazzi che ospitavano le camere a gas.

Toms: Sapeva di cosa si trattava?

Pohl: Sì lo sapevo.

Toms: E a quale uso lei pensa fossero adibite?

Pohl: So che gli ebrei venivano sterminati e che le camere a gas servivano per quello scopo.

Toms: E quando sapeva questo era nel suo incarico ai campi di concentramento?

Pohl: Si. Le camere a gas rimasero lì sino all'ultimo giorno. Vi rimasero anche quando i campi di concentramento vennero subordinati a me. Non furono distrutte in precedenza.

Toms: Né successivamente. Continuarono ad operare mentre lei era nel suo incarico?

Pohl: Continuarono per tutta la durata del piano di stermino ma non so dire quando gli ultimi ebrei vennero sterminati.

Toms: Bene, lei ha tentato di eludere la domanda, forse non intenzionalmente. In ogni caso dopo che lei divenne capo dei campi di concentramento le camere a gas di Auschwitz continuarono a funzionare?

Pohl: Credo di sì naturalmente

Toms: Lei fece qualcosa per capire il motivo per cui queste persone venivano gassate o protestò contro questo programma?

Pohl: In due occasioni discussi con Himmler l'intero programma di sterminio. La prima volta approssimativamente nella primavera del 1943. A quel tempo avevo scoperto durante i miei viaggi a Oranienburg che gli ebrei che avevo sempre incontrato mentre al pomeriggio uscivano in gran numero dalle fabbriche Schering e che vi lavoravano come operai erano improvvisamente scomparsi. Le strade erano vuote. Questo attirò la mia attenzione tanto da segnalare questo fatto a Himmler durante una successiva discussione. Gli domandai il perché gli ebrei fossero stati portati via da lì ed egli mi rispose: "Tutti gli ebrei da Berlino sono stati trasferiti a Theresienstadt". Considerai questa affermazione vera all'epoca. Affrontai questo argomento una seconda volta dopo il discorso di Himmler a Poznan. Fu la prima volta a Poznan. Era l'ottobre del 1943. Himmler disse ai capi delle SS che gli ebrei dovevano essere sterminati. Questa fu la prima dichiarazione ufficiale che io sentii. Dopo il discorso parlai con l'Obergruppenführer Schmidt, con von Herff e con altri camerati. Discutemmo la cosa seduti intorno ad un tavolo. I loro pareri sul discorso e le opinioni che ne avevano tratte non erano concordi. Al contrario vi era una certa sorpresa riguardo al fatto che la questione ebraica dovesse essere risolta in modo così brutale. Per questo motivo, in occasione di un secondo incontro, parlai ancora con Himmler riguardo al problema, anche perché io ero incaricato della distribuzione della forza lavoro. In quest'occasione gli dissi che consideravo la cosa stupida nel momento in cui tutta la forza lavoro disponibile aveva così tanto valore per noi, gli dissi che consideravo una stupidaggine sterminare in quel momento quella gente. Si arrabbiò molto strinse le labbra e mi disse "Questo non è affar tuo, tu non sai nulla su questa questione e in più sei troppo compassionevole". Poi se ne uscì ed andò nella stanza adiacente. Mi lasciò lì e tornò dopo cinque minuti. Mi congedò dicendomi "Non ho più bisogno di te". Dopo questo episodio non ebbi più nessun'altra discussione con lui sull'argomento.

Toms: La sua obiezione al programma di sterminio si basava sul fatto che esso interferiva con l'approvvigionamento di manodopera?

Pohl: Come ho già dichiarato non avrei mai potuto parlare con Himmler sull'argomento se avessi affrontato le cose da una prospettiva differente. Fondamentalmente ero contrario all'intera questione perché la soluzione della questione ebraica, se anche fosse stata necessaria, mi appariva in questa forma del tutto inappropriata.

Toms: Ma l'unica obiezione che lei espresse a Himmler fu che il programma avrebbe ucciso una parte dei suoi preziosi lavoratori.

Pohl: Con questa obiezione tentai di affrontare la questione e come ho già detto non vi era un'altra obiezione con la quale avrei potuto iniziare il discorso con lui. Tuttavia anche questo metodo fallì.

Toms: Non tentò di obiettare che si trattava di un gigantesco omicidio?

Pohl: Non usai questa obiezione perché mi era chiaro che avrebbe provocato una discussione con me. Cercavo un modo per portarlo ad affrontare la questione ma anche questo sistema fallì.

Toms: Le era chiaro che si trattava di un enorme assassinio?

Pohl: Naturalmente lo consideravo un omicidio di massa e lo considero in questo modo ancora oggi.

Toms: Ma allora perché torno ai campi di concentramento e continuò a dirigerli?

Pohl: Le camere a gas erano soltanto ad Auschwitz. Non vidi mai altre attrezzature di sterminio nei campi.

Toms: Non vide nulla del genere a Dachau?

Pohl: No. Non vidi mai nulla del genere.

Toms: Non vide mai nulla?

Pohl: No nessuna a Dachau, non ne vidi mai.

Trials of War Criminals Before the Nuernberg Military
Tribunals. U.S. Government Printing Office, Washington, 1950. Volume V, pp. 664-668.
Oswald Pohl ascolta la sentenza che lo condanna a morte. (Foto: USHMM, Washington)