Toms: Ma su larga scala?
Pohl: Ho conosciuto le cifre autentiche
solo dopo la guerra. A quel tempo non avevo alcuna idea che il numero delle
persone interessate assommasse a milioni. L'intero programma di sterminio degli
ebrei era coordinato dall'Ufficio IV dell'
RSHA
e l'organizzatore dei trasporti era un certo
Eichmann
che inviava i trasporti ad Auschwitz dove le persone venivano sterminate da
Hoss che in questo caso non agiva in qualità di comandante di campo ma
come subordinato di
Himmler
o del governo del Reich.
Toms: Lei ricopriva il suo incarico quando
il programma di sterminio venne attuato dall'
RSHA?
Pohl: Non ho idea di quando partì
il programma.
Toms: Bene se ignora quando partì
allora può dirci se venne portato avanti mentre lei era nel suo incarico?
Pohl: Se durante il 1942 o il 1943 questo
programma fosse ancora in svolgimento lo ignoro. Non so quanto a lungo durò.
Toms: Secondo lei dunque i campi di
concentramento vennero "presi a prestito" per condurre a termine
questo piano di sterminio?
Pohl: A mio parere sì.
Toms: Riguardo al piano di sterminio
costruirono camere a gas nei campi di concentramento?
Pohl: Sì ma io non costruii nessuna
camera a gas e non ricevetti nessun ordine che prescriveva che fossero costruite
camere a gas.
Toms: Costruirono queste camere a gas
mentre lei era nel suo incarico?
Pohl: Non so con esattezza in quale
anno vennero costruite le camere a gas ad Auschwitz.
Toms: Bene no sa quando furono costruite.
Quando furono messe in funzione lei ricopriva il suo incarico?
Pohl: Quando gli ebrei venivano sterminati
le camere a gas lavoravano ed erano operative.
Toms: E ciò accadeva mentre lei
ricopriva il suo incarico?
Pohl: Non potrei dirlo perché
visitai Auschwitz soltanto una volta nel 1944 e forse due volte nel 1943.
A quel tempo non vidi ebrei che venivano sterminati. Perciò non so
per quanto tempo venne attuato il programma.
Toms: Lei vide le camere a gas quando
si recò ad Auschwitz?
Pohl: Vidi da lontano i palazzi che
ospitavano le camere a gas.
Toms: Sapeva di cosa si trattava?
Pohl: Sì lo sapevo.
Toms: E a quale uso lei pensa fossero
adibite?
Pohl: So che gli ebrei venivano sterminati
e che le camere a gas servivano per quello scopo.
Toms: E quando sapeva questo era nel
suo incarico ai campi di concentramento?
Pohl: Si. Le camere a gas rimasero lì
sino all'ultimo giorno. Vi rimasero anche quando i campi di concentramento
vennero subordinati a me. Non furono distrutte in precedenza.
Toms: Né successivamente. Continuarono
ad operare mentre lei era nel suo incarico?
Pohl: Continuarono per tutta la durata
del piano di stermino ma non so dire quando gli ultimi ebrei vennero sterminati.
Toms: Bene, lei ha tentato di eludere
la domanda, forse non intenzionalmente. In ogni caso dopo che lei divenne
capo dei campi di concentramento le camere a gas di Auschwitz continuarono
a funzionare?
Pohl: Credo di sì naturalmente
Toms: Lei fece qualcosa per capire il
motivo per cui queste persone venivano gassate o protestò contro questo
programma?
Pohl: In due occasioni discussi con Himmler
l'intero programma di sterminio. La prima volta approssimativamente nella primavera
del 1943. A quel tempo avevo scoperto durante i miei viaggi a Oranienburg che
gli ebrei che avevo sempre incontrato mentre al pomeriggio uscivano in gran
numero dalle fabbriche Schering e che vi lavoravano come operai erano improvvisamente
scomparsi. Le strade erano vuote. Questo attirò la mia attenzione tanto
da segnalare questo fatto a
Himmler
durante una successiva discussione. Gli domandai il perché gli ebrei
fossero stati portati via da lì ed egli mi rispose: "Tutti gli ebrei
da Berlino sono stati trasferiti a
Theresienstadt".
Considerai questa affermazione vera all'epoca. Affrontai questo argomento una
seconda volta dopo il discorso di Himmler a Poznan. Fu la prima volta a Poznan.
Era l'ottobre del 1943. Himmler disse ai capi delle SS che gli ebrei dovevano
essere sterminati. Questa fu la prima dichiarazione ufficiale che io sentii.
Dopo il discorso parlai con l'Obergruppenführer Schmidt, con von Herff
e con altri camerati. Discutemmo la cosa seduti intorno ad un tavolo. I loro
pareri sul discorso e le opinioni che ne avevano tratte non erano concordi.
Al contrario vi era una certa sorpresa riguardo al fatto che la questione ebraica
dovesse essere risolta in modo così brutale. Per questo motivo, in occasione
di un secondo incontro, parlai ancora con
Himmler
riguardo al problema, anche perché io ero incaricato della distribuzione
della forza lavoro. In quest'occasione gli dissi che consideravo la cosa stupida
nel momento in cui tutta la forza lavoro disponibile aveva così tanto
valore per noi, gli dissi che consideravo una stupidaggine sterminare in quel
momento quella gente. Si arrabbiò molto strinse le labbra e mi disse
"Questo non è affar tuo, tu non sai nulla su questa questione e
in più sei troppo compassionevole". Poi se ne uscì ed andò
nella stanza adiacente. Mi lasciò lì e tornò dopo cinque
minuti. Mi congedò dicendomi "Non ho più bisogno di te".
Dopo questo episodio non ebbi più nessun'altra discussione con lui sull'argomento.
Toms: La sua obiezione al programma
di sterminio si basava sul fatto che esso interferiva con l'approvvigionamento
di manodopera?
Pohl: Come ho già dichiarato
non avrei mai potuto parlare con
Himmler
sull'argomento se avessi affrontato le cose da una prospettiva differente.
Fondamentalmente ero contrario all'intera questione perché la soluzione
della questione ebraica, se anche fosse stata necessaria, mi appariva in questa
forma del tutto inappropriata.
Toms: Ma l'unica obiezione che lei espresse
a Himmler fu che il programma avrebbe ucciso una parte dei suoi preziosi lavoratori.
Pohl: Con questa obiezione tentai di affrontare
la questione e come ho già detto non vi era un'altra obiezione con la
quale avrei potuto iniziare il discorso con lui. Tuttavia anche questo metodo
fallì.
Toms: Non tentò di obiettare
che si trattava di un gigantesco omicidio?
Pohl: Non usai questa obiezione perché
mi era chiaro che avrebbe provocato una discussione con me. Cercavo un modo
per portarlo ad affrontare la questione ma anche questo sistema fallì.
Toms: Le era chiaro che si trattava
di un enorme assassinio?
Pohl: Naturalmente lo consideravo un
omicidio di massa e lo considero in questo modo ancora oggi.
Toms: Ma allora perché torno
ai campi di concentramento e continuò a dirigerli?
Pohl: Le camere a gas erano soltanto
ad Auschwitz. Non vidi mai altre attrezzature di sterminio nei campi.
Toms: Non vide nulla del genere a Dachau?
Pohl: No. Non vidi mai nulla del genere.
Toms: Non vide mai nulla?
Pohl: No nessuna a Dachau, non ne vidi
mai.
Trials of War Criminals Before the Nuernberg Military
Tribunals. U.S. Government Printing Office, Washington, 1950. Volume V, pp.
664-668.
Oswald
Pohl ascolta la sentenza che lo condanna a morte. (Foto: USHMM, Washington)