| II. All'inizio il capo della Polizia di sicurezza e del SD, l'Obergruppenführer della SS Heydrich, ha comunicato di essere stato incaricato dal maresciallo del Reich della preparazione della soluzione finale della questione ebraica in Europa e ha accennato al fatto che la riunione era stata convocata allo scopo di chiarire alcune questioni fondamentali. Il desiderio, espresso dal maresciallo del Reich, di ricevere un piano dei provvedimenti da adottare riguardo all'organizzazione, l'attuazione e i mezzi materiali necessari per dare corso alla soluzione finale della questione ebraica in Europa, presuppone una preventiva concertazione delle questioni che interessano tutte le istanze centrali in vista di una sincronizzazione delle linee di condotta. |
Foglio n.2 | ||||||||||||
| La responsabilità della direzione
della soluzione finale della questione ebraica spetta, senza riguardo
a questioni di confini geografici, al Reichsführer della SS e capo
della polizia tedesca (capo della Polizia di sicurezza e del SD). Il capo della Polizia di sicurezza e del SD ha quindi passato rapidamente in rassegna i momenti salienti della battaglia condotta finora contro questo avversario: a) il respingimento degli ebrei dai singoli territori di insediamento del popolo tedesco; b) il respingimento degli ebrei dallo spazio vitale del popolo tedesco. Nel tentativo di pervenire a questi obiettivi, l'unica soluzione possibile provvisoriamente adottata è stata quella di accelerare il ritmo dell'emigrazione degli ebrei dal territorio del Reich, ponendovi mano in maniera pianificata. Per ordine del maresciallo del Reich, è stato istituito, nel gennaio 1939, un Centro per l'emigrazione degli ebrei del Reich, della cui direzione è stato incaricato il capo della Polizia di sicurezza e del SD. Esso aveva in particolare il compito di: a) adottare le misure preparatorie necessarie a intensificare l'emigrazione degli ebrei; b) orientare il flusso di emigrazione; c) accelerare, caso per caso, l'attuazione dell'emigrazione. Obiettivo di questi interventi era ripulire in maniera legale lo spazio vitale tedesco dagli ebrei. |
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| Tutti gli uffici si rendevano conto degli
svantaggi inerenti a questa accelerazione dell'emigrazione. Tuttavia,
in mancanza di altre soluzioni possibili, essi hanno dovuto accettarli. Nel periodo successivo, le varie questioni legate all'emigrazione hanno costituito non solo un problema tedesco, ma anche un problema con cui si sono dovute misurare le autorità dei paesi di immigrazione. Le difficoltà finanziarie, quali l'aumento dei diritti di emigrazione e di sbarco da parte dei diversi governi stranieri, la mancanza di posti sulle navi, le crescenti restrizioni o i blocchi posti all'immigrazione hanno fortemente ostacolato i tentativi di emigrazione. Malgrado queste difficoltà, dalla presa del potere fino al termine fissato del 31 ottobre 1941, sono stati indotti a emigrare complessivamente 537 000 ebrei. Di questi:
L 'emigrazione è stata finanziata dagli stessi ebrei ossia dalle organizzazioni politiche ebraiche. Per evitare che gli ebrei proletarizzati restassero indietro, si è fatto valere il principio secondo cui gli ebrei abbienti erano tenuti a finanziare l'emigrazione degli ebrei nullatenenti; è stata pertanto istituita, in base a scaglioni di reddito, una tassa di trasferimento o emigrazione, utilizzata per coprire i costi dell'emigrazione degli ebrei nullatenenti. |
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| Oltre al gettito in Reichsmark, si è
reso necessario il reperimento di divise per i diritti di emigrazione
e di sbarco. Per tutelare le riserve valutarie tedesche, le organizzazioni
ebraiche tedesche hanno pregato le banche ebraiche straniere di recuperare
le relative somme in valuta. Grazie alle donazioni degli ebrei stranieri
è stata messa a disposizione, entro il 30 ottobre 1941, una somma
complessiva di 9.500.000 dollari. In considerazione dei pericoli rappresentati dall'emigrazione in tempo di guerra e delle possibilità offerte dall'Est, il Reichsführer e capo della Polizia tedesca ha, nel frattempo, vietato l'emigrazione degli ebrei. |
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