I bambini e l'orco. Il massacro di Bullenhuser Damm - 1
La nostra storia potrebbe cominciare da molti luoghi.
Dalla Russia patria di ventiquattro soldati prigionieri, dalla Francia dove
un medico candidato al premio Nobel lavorava. Dalla Polonia, dalla Jugoslavia
o dalla Germania.
Tra le tante possibilità la nostra storia inizierà in Italia,
a Napoli, quartiere Vomero, al numero 8 di Via Scarlatti, il 29 novembre 1937.
Eduardo De Simone e sua moglie Gisella quel giorno sono felici è nato
il primo figlio: un maschietto, si chiamerà Sergio.
L'Italia fascista non ha ancora varato leggi razziali, Gisella che è
israelita pensa al suo bambino e al futuro che avrà.
Papà Eduardo è in Marina, imbarcato. La guerra è lontana,
probabilmente non ci sarà. Gisella è nata a Vrhnika
in Jugoslavia e in quel giorno di novembre mentre guarda il suo bambino ha da
poco compiuto trentatré anni.
Come si siano conosciuti Eduardo e Gisella non sappiamo. Forse Eduardo era arrivato
a Fiume per lavoro, forse aveva visto quella bella ragazza durante una passeggiata
in una giornata di riposo. Gisella viveva lì a Fiume e forse incontrò
per la prima volta Eduardo mentre passeggiava con Mira e Sonia le sue due sorelle
o mentre teneva per mano il fratellino Giuseppe. Probabilmente quando Gisella
decise di parlare di Eduardo ai suoi genitori il padre Mario Perlow avrà
scosso la testa, avrà pensato che il matrimonio con un ragazzo napoletano
avrebbe allontanato da sé la figlia. Forse avrà incrociato con
lo sguardo quello di sua moglie Rosa per capire cosa ne pensasse.
In fondo non ha molta importanza sapere come Eduardo conobbe Gisella. Di certo
sappiamo che quando si sposarono Gisella se ne andò con Eduardo a Napoli,
in un'altra città di mare come Fiume. Certamente quel 29 novembre 1937
Eduardo telegrafò a Fiume per far conoscere la buona notizia ai nonni,
alle zie, allo giovane zio.
Mentre Sergio si fa grande il mondo comincia a bruciare.
Nel settembre 1939 i giornali annunciano che la Germania è entrata in
guerra. Il 10 giugno 1940 anche l'Italia fascista entra nel conflitto.
Eduardo è sempre più spesso lontano come tanti, come tutti. In
quasi tre anni di guerra la vita si è fatta sempre più difficile.
Napoli subirà pesantissimi bombardamenti: quasi 10.000 mila case cadranno
sotto le bombe. Ed è forse per paura degli aerei Alleati, forse perché
si sente sola Gisella decide di trovare rifugio a Fiume che le sembra più
sicura, che le sembra più lontana dal fronte che dopo lo sbarco americano
in Sicilia si avvicina sempre di più.
Così Gisella e il piccolo Sergio raggiungono Fiume.
L'8 settembre del 1943 l'Italia firma l'armistizio con gli Alleati, mentre il
generale Badoglio annunzia che "la guerra continua", a Fiume cambiano
molte cose.
I tedeschi occupano l'Italia, ne strappano ampie zone, le pongono sotto la sovranità
del Reich. Fiume entra a far parte dell'
Adriatische Kusterland.
Arrivano nuovi padroni. Arriva
Odilo
Globocnik e tutti gli uomini che hanno prima gasato migliaia di disabili
tedeschi nel quadro del
progetto eutanasia
e che poi, hanno costruito
Treblinka,
Sobibor,
Belzec.
Arrivano a Trieste e Fiume gli uomini che hanno mandato nelle camere a gas quasi
un milione e mezzo di ebrei.
Arrivano e la caccia agli ebrei si apre.
Gisella e Sergio non tardano a cadere nella rete. Il 21 marzo 1944 le SS fanno
irruzione nell'appartamento dei Perlow in via Milano 17 arrestano Gisella, Sergio,
le zie Mira e Sonia, lo zio Giuseppe.
Tutti sono portati al campo di concentramento di San Sabba. Il tempo di una
giornata ed il 29 marzo vengono fatti salire sul convoglio T25: destinazione
Auschwitz.
Quel treno attraversò l'Europa in quell'inizio di primavera, dopo centinaia
di chilometri entrò nel campo di Auschwitz. Erano trascorsi 6 giorni
di viaggio.
Centotre maschi vengono inviati subito alle camere a gas, i rimanenti 29 vengono
marchiati sul braccio con i numeri dal 179587 al 179615. Cinquantatré
donne - tra le quali Gisella, Mira e Sonia - vengono marchiate con i numeri
dal 75460 al 76512.
Da questo momento Sergio diventa il prigioniero A 179614. Per un poco viene
lasciato con sua madre poi, il 14 maggio 1944, il dottor
Josef
Mengele seleziona Sergio lo sottopone ad esami del sangue e lo fa operare
alle tonsille.
Insieme con lui vengono selezionati altri 19 bambini: 9 maschi e 10 femmine.
Il documento che riporta questa attività di Mengele sfugge miracolosamente
alla distruzione degli archivi. Rappresenta l'unico documento ufficiale della
tragedia che sta per accadere.
Sergio è solo. Lo portano al Block 10, la "Baracca dei bambini".