I bambini e l'orco. Il massacro di Bullenhuser Damm - 12
Il camion con i bambini a bordo impiegò una decina di minuti, alle 22.30
circa si fermava in Spaldingstrasse davanti alla scuola di Bullenhuser Damm.
Si trattava di un palazzo che era rimasto indenne intorno ad un mare di rovine
provocate dai bombardamenti Alleati su Amburgo. Le SS avevano adibito la ex
scuola a campo di concentramento satellite di Neuengamme e vi avevano concentrato
prigionieri provenienti dalla
Danimarca
e dalla
Norvegia.
La vecchia scuola era vuota: tutti i prigionieri erano stati evacuati sui camion
della Croce Rossa Svedese.
Ad aspettare il camion a Bullenhuser Damm c'è l'Obersturmführer
Strippel: è il comandante del subcampo.
Secondo quanto racconta Trzebinski tra le due SS si accese una discussione:
"Chiesi a Strippel di parlargli in privato, gli
parlai molto chiaramente, gli dissi che occorrevano istruzioni: il "Dipartimento
Heissmeyer era stato dissolto e Max Pauly mi aveva affidato lo spiacevole compito
di avvelenare i bambini.
Gli dissi che non avevo intenzione di farlo e che non avevo veleno. Strippel
mi rispose che se Pauly aveva dato un ordine occorreva eseguirlo.
Gli dissi allora che non avevo portato con me il veleno intenzionalmente. Strippel
si irritò e mi disse che se le cose stavano così avrebbe potuto
mettermi al muro e che non era il caso che lo sfidassi.
Ribattei che occorreva un ordine da Berlino e che se fosse arrivato l'avremmo
eseguito. Continuammo a discutere a proposito del veleno che non avevo con me.
Alla fine disse che visto che io ero un codardo avrebbe preso in mano lui la
cosa"
I russi, i medici, gli infermieri vennero fatti scendere dal
camion e fatti entrare nella scuola. I due medici francesi e gli infermieri
olandesi furono sistemati in una stanza, i bambini in un'altra e i russi nel
locale caldaie.
Nella scuola insieme a Trzebinski c'erano Strippel, Jauch, Frahm e Dreimann.
Erano circa le 23 del 20 aprile 1945. I primi a morire furono i medici francesi
e gli infermieri olandesi.
Al processo Jauch ricordò:
"Dreimann aveva attaccato quattro corde a dei
ganci e mise il cappio intorno al collo dei prigionieri poi li sollevò
dal suolo e li tenne così per tre o quattro minuti fino a che non morirono.
Constatai che contrariamente a quanto era stato detto nessuno oppose resistenza.
Sarei stato contento di salvare il medico francese [Quenouille] ma non ero
in grado di farlo."
Quenouille, Florence, Deutekom e Holzel pendevano dai ganci, strangolati dal
cappio. Nell'altra stanza venivano impiccati i sei russi. Ora toccava ai bambini.
Alfred
Trzebinski, SS-Hauptsturmführer e medico del campo di concentramento di
Neuengamme