I bambini e l'orco. Il massacro di Bullenhuser Damm - 13
«Sorridevano
ed erano felici»
Al processo Trzebinski ricordò il massacro con queste parole:
"I bambini avevano con se tutti i loro bagagli, del cibo, i giocattoli.
Si sedettero sulle panche che erano lì tutt'intorno, sorridevano ed erano
felici di trovarsi fuori dal campo".
Dopo aver impiccato i medici, gli infermieri e i russi le SS rientrarono nella
stanza dei bambini.
Avevano atteso a lungo seduti sugli sgabelli. Trzebinski tirò fuori dalla
borsa le siringhe e la morfina:
"Frahm rientrò (...) lo presi da parte
e gli domandai cosa sarebbe successo ai bambini. Lui rispose che li avrebbe
impiccati.
Potrei raccontare il falso e dire che venni minacciato con la pistola ma la
verità è un'altra: non vi fu nessuna discussione perché
secondo me i bambini non potevano più essere salvati. Se avessi fatto
l'eroe i bambini forse sarebbero morti più tardi ma il loro destino non
sarebbe cambiato.
Avevo con me della morfina era una soluzione 0,2 da 20,0. Chiamai un bambino
dopo l'altro. Si stesero su uno sgabello ed io feci loro una puntura sul sedere,
dove è più indolore. Affinché i bambini pensassero che
questa fosse veramente una vaccinazione, ho sempre preso un ago nuovo. Il dosaggio
entrava in circolazione e i bambini si facevano deboli. Dicevo a tutti i bambini
che erano in una buona condizione, tranne uno di 12 anni che era veramente in
pessima salute. A causa della debolezza fu lui a prendere sonno per primo.
Erano rimasti svegli dai 6 agli 8 bambini, gli altri dormivano già. Frahm
prese in braccio il ragazzo dodicenne e disse agli altri: "Lo porto a letto".
Andò con lui in una stanza che era 6 o 8 metri lontana dalla sala dove
aspettavamo e lì vidi un cappio appeso ad un gancio. A questo cappio
Frahm impiccò il bambino addormentato e vi si appese con tutto il peso
del suo corpo affinché il cappio si stringesse.
Nel periodo che ho trascorso nel campo di concentramento ho visto molte cose
inumane nel lager ed ero anche in qualche modo insensibile, ma non avevo ancora
visto un bambino impiccato."

Johann
Frahm
Su
queste panchette i bambini vennero fatti sedere
Il 29 marzo 1946 al processo il pubblico ministero Stewart interrogò
il boia Frahm.
Frahm: Portarono i bambini nella cantina
e fecero loro delle iniezioni. Trzebinski fece le iniezioni, e Speck e Dreimann
li portarono in cantina.
Stewart: Cosa accadde ai bambini?
Frahm: Si addormentarono.
Stewart: E cosa successe allora?
Frahm: I corpi furono portati via il giorno
dopo.
Stewart: Cosa intende quando parla di
corpi?
Frahm: Erano morti.
Stewart: Morirono per le iniezioni?
Frahm: Sì.
Avvocato Lappenberg: Morirono per effetto
delle iniezioni o per qualche altro motivo?
Frahm: Morirono per effetto delle iniezioni.
Qualche bambino fu successivamente impiccato.
Lappenberg: E quando avvenne l'impiccagione?
Frahm: Immediatamente dopo.
Lappenberg: Chi mise la corda al collo
dei bambini?
Frahm: Io.
Stewart: Quanti bambini furono impiccati
dopo le iniezioni?
Frahm: Forse la metà.
Stewart: Erano più o meno di dieci?
Frahm: più.
Stewart: Quanto durarono le impiccagioni
dei bambini?
Frahm: Rimasero impiccati per circa dieci
minuti, ma non sono sicuro.
Presidente: Lei ha detto che ne furono
impiccati dieci?
Frahm: Non so il numero esatto.
Lappenberg: Lei ha detto che circa la
metà dei bambini fu impiccata. Non furono impiccati tutti?
Frahm: Non lo so.
Avvocato Halben: Era lì il comandante
Strippel?
Frahm: Sì, era lì di volta
in volta.
Presidente: Ha ricevuto qualche ricompensa?
Frahm: Sì, abbiamo ricevuto sigarette
e grappa.

Una
delle stanze dei supplizi