I bambini e l'orco. Il massacro di Bullenhuser Damm - 6
I
bambini del Blocco 11: frammenti di memoria
Degli altri bambini del Blocco 11 di Auschwitz sappiamo poco, alle volte nulla.
Marek James ci sorride in una foto che
lo vede sereno, tranquillo, al sicuro vicino al suo papà. Di Mania
Altmann, nata nel ghetto di Radom nel giugno 1940, ci rimane una foto che la
vede sorridente, ben protetta dal freddo da una madre premurosa. Ad Auschwitz
ha solo cinque anni, non sa, non può sapere, che cosa vogliono da lei
al Blocco 11, ora ha fame, ha freddo, non c'é più sua madre Pola,
non c'é più suo padre Shir.
Il
piccolo Eduard Reichenbaum è in
carrozzina, i capelli un po' troppo lunghi, somiglia ad una bambina. Anche lui
è polacco, è nato a Kattowitz.
Una famiglia contadina quella nella quale Ruchla
Zyelberberger, è nata nel maggio del 1938 a Zawichost in Polonia. Sorride
contenta di trovarsi a fare una cosa buffa e rara come quella di farsi fotografare.
Non sa Ruchla ora che sta nel Blocco 11 che l'aspettano, molte, troppe, orribili
fotografie.
E non abbiamo foto di Marek Steinbaum di
10 anni, di Roman Zeller di 12 anni, di
Surcis Goldinger di 11, di Lelka
Brinbaum di 12, di Lea Klygermann di 8,
di Blumel Mekler di 11 anni.
Di Riwka Herszberg di 7 anni sappiamo
che
nacque a Zdunska Wola e che suo padre Mosche aveva una piccola fabbrica di
tessuti.
Di due bambini non sappiamo neppure il nome proprio come di una bimba nata
nel 1937 che si chiamava H. Wassermann
e di W. Junglieb che veniva dalla Jugoslavia.
Solo nomi di chi è stato inghiottito con tutta la sua famiglia nel gorgo
orribile della perfetta macchina di morte nazista. Ora sono tutti riuniti nel
Blocco 11 di Auschwitz.

Mania
Altmann