Un
uomo con un paio di occhiali spessi come fondi di bottiglia, un viso anonimo
che ricorda l'antipatico "secchione" del primo banco. Un uomo che
si dimentica presto incontrandolo per caso in un bar o in uno scompartimento
ferroviario. Questa è l'immagine che dà di sé il protagonista
di questo film: Fred A. Leuchter. Non si tratta di un personaggio immaginario
ma di un uomo che realmente esiste, che realmente vive e che nessuno vorrebbe
essere.
L'inizio del film - ma dovremmo chiamarlo documentario - ci mostra un uomo che
parla di sé e della sua infanzia di figlio di un agente penitenziario
che cresce all'ombra del padre.
Il piccolo Fred per anni ha accompagnato il padre al lavoro: un carcere della
provincia americana che ospita un braccio della morte. Detenuti in attesa di
morire per decisione di una corte di tribunale.
Il piccolo Fred affascinato dal lavoro paterno ne continuerà la "contiguità"
con la morte occupandosi a sua volta della morte di Stato. Fred A. Leuchter
decide così di dedicarsi alla fabbricazione di sedie elettriche più
efficaci e più "indolori".
Il viso sgradevole di Fred A. Leuchter ci cattura.
La macchina da presa rimane fissa sul suo primo piano mentre racconta di come
dalle sedie elettriche, sia passato a perfezionare il macchinario che pratica
iniezioni letali e poi a dedicarsi alle forche e alle camere a gas che negli
Stati Uniti d'America vengono usate per le condanne.
Un artigiano degli strumenti di morte che aggiusta e perfeziona sedie elettriche
nello scantinato di casa. Che sostiene che la scossa mortale deve essere non
troppo debole per tramortire senza uccidere e non troppo forte per "far
schizzare gli occhi del condannato sul pavimento".
Fred A. Leuchter con assoluta naturalezza sottolinea come sia inumano lasciare
che un condannato negli spasmi della morte defechi e urini nell'agonia considerando
anche il fatto che l'urina è conduttrice di elettricità e che
non basta asciugarla. Nel caso di più esecuzioni nella stessa giornata
può verificarsi il rischio che le stesse guardie che azionano la sedia
possano essere feriti da scosse elettriche fuori controllo.
Dopo venti minuti il primo istinto è non credere nell'esistenza di Fred
A. Leuchter, è alzarsi, andarsene. Ma si tratta soltanto dell'inizio
di una storia che ha tratti di lucida e spietata follia.
Perché quest'uomo apparentemente mite nell'anonimato del soddisfatto
creatore di strumenti di morte si troverà catapultato ai vertici della
celebrità da un neonazista che, per aver negato l'esistenza stessa dei
campi di sterminio, si trova sotto processo in Canada.
[G.D.M. segue>>>]
La
locandina non ufficiale dell'edizione statunitense del film.