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Fritz Lang e i tiranni
Kracauer accosta alcune dichiarazioni di Lang, sul valore di documento nazionale della sua opera, ad affermazioni propagandistiche di Goebbels.
Se è vero che Lang abbia permesso un uso nazionalista del film, risulta quanto mai fuorviante attribuirgli intenzioni reazionarie, alla luce del fatto che nel ’32, presentatasi l’occasione, avrebbe diretto il primo film antinazista della storia (come ci ricorda il cineasta e critico americano Peter Bogdanovich), Il testamento del dottor Mabuse (Das Testament des Dr Mabuse).
Lang ricorda: "Misi in bocca ai fantasmi dei criminali tutti gli slogan nazisti. Me ne ricordo uno: “la fiducia del cittadino normale nei poteri che ha eletto dev’essere distrutta. E quando tutto sarà distrutto – sul quel che rimarrà costruiremo il regno del crimine”". (1)
«I Nibelunghi» di Fritz Lang - 4
Da poco nominato ministro della propaganda, il 13 marzo del ’33, Goebbels incontra a Berlino i professionisti del cinema e dichiara: "Il gusto del pubblico non è quello che s’immagina la coscienza di un regista ebreo. (…) Noi non vogliamo ostacolare il cinema e tantomeno porre dei limiti ai suoi creatori. Noi rifiutiamo il dogmatismo autoritario. (…) L’arte è libera e deve restare libera pur rispettando alcune regole."
Il 29 marzo, il consiglio di amministrazione dell’UFA decide di annullare i contratti con i collaboratori ebrei e, lo stesso giorno, Il testamento del dr Mabuse viene sequestrato e proibito.
Ciononostante, l’indomani, mentre viene inaugurato il campo di concentramento di Dachau, Hitler prova a comprare Lang offrendogli la direzione dell’UFA. Il regista approva la proposta su tutta la linea e, la sera stessa, fugge alla volta di Parigi, senza neanche passare in banca, abbandonando tutti i suoi averi, di lì a poco confiscati.
Nello stesso anno, Thea Von Harbou chiede il divorzio e aderisce al movimento nazista.

Lang inizia a lavorare negli Stati Uniti, condividendo la sorte di altri grandi cineasti austro-tedeschi (Sternberg, Stroheim, Preminger, Lubitsch, Pabst, Wilder).
Assieme ad altri rifugiati crea la Lega Antinazista, con l’intento di arginare l’indifferenza che gli Stati Uniti sembrano nutrire per la situazione tedesca.
In quegli anni realizza capolavori come Furia (Fury, 1936), La strada scarlatta (Scarlet Street, 1945), Rancho Notorius (1952).
Ancora una volta, viene preso di mira dal potere e rimane, a partire dal ’52, disoccupato per più di un anno, accusato di comunismo dalla Commissione per le Attività Antiamericane.
In quel fatidico ‘52, Charlie Chaplin, anch’egli finito nella lista nera del senatore McCarthy, lascia gli USA, per non farvi più ritorno.


Jonny Costantino

1)-Peter Bogdanovich, Il cinema secondo Fritz Lang, Pratiche Editrice, Parma, 1987, pp. 121-122
Da ogni parte oggi si levano voci contro
la cosiddetta Filosofia dell’Odio.
Della Filosofia dell’Amore nessuno osa più parlare
perché gli riderebbero in faccia. [Fritz Lang, 1967]
Ritratto di Thea Von Harbou con il cane tra le braccia, autografo e dedica
Ritratto di Fritz Lang con monoclo e sigaretta
Thea Von Harbou nel 1927
Fritz Lang nel 1930