Kracauer:
i punti deboli di una critica
Per
quanto persuasivo possa apparire, il discorso di Kracauer risulta non condivisibile
per almeno tre ordini di ragioni: storiografico, metodologico e, più
specificamente, linguistico.
I Nibelunghi fu finanziato dal ministro Stresemann, con lintento
di creare "legami di unità fra i popoli", ma alla sua uscita
suscitò lo sdegno dei nazionalisti, in quanto raffigurante "i nostri
antenati come se fossero banditi" (Mon Ciné, 8/XI/24).
Sia Hitler che Goebbels furono positivamente colpiti dal film.
Il trionfo della volontà (Der Triumph des Willens, Leni
Riefenstahl, 1935), film ufficiale del congresso del partito nazionalsocialista
a Norimberga (1934), commissionato da Hitler, testimonia quanto gli architetti
e i decoratori del regime avessero preso spunto dal "gigantismo" di
I Nibelunghi per la cura estetica dellevento, come dimostra la
disposizione della folla, la collocazione dei trombettieri, le vistose gradinate
gigantismo accentuato dallo stile epicizzante della Riefenstahl.
«I
Nibelunghi» di Fritz Lang - 2
Tuttavia,
se è vero che Hitler fosse un fanatico della prima parte, la seconda,
simmetrica e inscindibile, risultò sempre indigesta al regime, poiché
completa la parabola con lo scacco dei valori messi in scena nella
Morte
di Sigfrido, operando un ribaltamento sia narrativo che figurativo.
Sta di fatto che
La vendetta di Crimilde non fu mai fatta vedere nella
Germania nazista.
Nel 1977, Morando Morandini, introduceva ledizione Mondadori di Il cinema
tedesco
(1) mettendo in risalto un aspetto pregnante
dellatteggiamento ermeneutico di Kracauer: ciò che sembra interessargli
effettivamente è il "quadro psicologico" del popolo tedesco,
il modo in cui esso si riverbera nel cinema di quegli anni cruciali e ha la
possibilità di maturare attraverso questo medium.
Di conseguenza il film non viene esaminato come oggetto di cultura e struttura
autonoma, bensì come occasione culturale.
Esule americano come lamico Adorno (lo studioso francofortese della
Teoria
Estetica), Kracauer guarda al cinema con altrettanto sospetto, quasi fosse
"magia nera", pensando piuttosto al lavoro di ipnosi collettiva operato
da quel Doktor Caligari che fu Goebbels ed alla funzione svolta dallUFA
nellopera di avvelenamento ideologico.
Inoltre, Kracauer scrive nellimmediato dopoguerra e, non potendo visionare
diversi film di cui tratta, deve affidarsi alla memoria.
Come nota anche Quaresima, che ha curato la recente ristampa del volume per
la Lindau,
(2) si tratta di un abito mentale che
porta lo studioso a seguire tenacemente le proprie linee anche riguardo a film
che presentano tendenze oppositive rispetto agli scenari autoritari.
In sintesi, Kracauer prescinde da unanalisi strettamente linguistica.
segue >>


1)
- Sigfried Kracauer, Il cinema tedesco, Mondadori, Milano, 1977.
2) - Siegfried Kracauer, Il cinema tedesco, Lindau, Torino, 2001, p.
24.
La
morte di Sigfrido. Agonia dell'eroe.
La
morte di Sigfrido. L'eroe s'imbatte in Alberico