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Gli esperimenti "medici" nei campi di concentramento nazisti - [pag.6/16]
Ricerche sul tifo petecchiale nei campi - 2
Il diario di Ding-Schuler

Le sperimentazioni svolte a Buchenwald da Erwin Ding-Schuler furono documentate in due diari: uno privato ed uno di lavoro. Mentre il primo andò perduto, il secondo ci è rimasto. Si tratta di un diario di lavoro che Ding-Schuler dettava ad Eugen Kogon, un prigioniero ebreo austriaco che gli faceva da segretario. Ogni pagina scritta da Kogon è controfirmata da Ding-Schuler. La prima annotazione risale al 29 dicembre 1941: "poiché gli esperimenti sugli animali si sono rivelati di valore insufficiente si è deciso di condurre altri test su esseri umani". La seconda annotazione è del 2 gennaio 1942: "Il campo di Buchenwald è stato scelto per testare i vaccini del tifo petecchiale. L'Hauptsturmführer Ding-Schuler è stato incaricato di condurre gli esperimenti".

Il lavoro di Ding-Schuler si svolgeva a Buchenwald nel Block 46 e nel Block 50 seguendo una tabella di marcia preparata dal professor Gildemeister. Venivano utilizzati gruppi di un centinaio di prigionieri alla volta. Tutti venivano infettati con colture di virus ma, mentre una parte veniva trattata con diversi tipi di vaccino da sperimentare, un gruppo "di controllo" non veniva vaccinato.

Visti i risultati ottenuti la cosa sostanzialmente non faceva grande differenza. Dopo un anno di lavoro Ding-Schuler si presentò a Berlino nel maggio 1943 ad un incontro del Consiglio dei Medici della Wermacht. Erano stati vaccinati 392 prigionieri e 89 erano stati usati come soggetti di controllo. Tutti erano stati poi infettati. Ben 383 si erano ammalati e di questi 97 erano morti. Il risultato sorprendente era che il numero maggiore di morti si registrava tra individui vaccinati. In ogni caso nessuno dei 16 diversi vaccini aveva funzionato. Un fallimento totale. Ding-Schuler aveva tentato di stabilire allora se fosse più efficace somministrare il vaccino per via endovenosa o per via sottocutanea. L'esperimento condusse alla morte altri 19 prigionieri senza che si potesse stabilire nulla.

Durante la riunione il professor Gerhard Rose protestò contro gli esperimenti sugli esseri umani ma Leonardo Conti chiuse la questione affermando: "Un piccolo numero di esseri umani che comunque sono destinati alla morte in altro modo come criminali o prigionieri, possono benissimo sacrificarsi per salvare centinaia di migliaia di persone". Tuttavia l'insuccesso di Ding-Schuler era destinato a scatenare una vera e propria gara tra i medici tedeschi per riuscire a trovare un vaccino efficace.
foto: esterno dell'edificio
Il Block 46 di Buchenwald dove Ding-Schuler svolgeva i suoi esperimenti
foto: varie inquadrature dell'edificio
Il Block 50 di Buchenwald sede dell'Istituto di Igiene delle SS