Durante il conflitto tutta una serie di malattie in grado di uccidere o mettere
fuori combattimento i soldati erano al vertice delle preoccupazioni degli alti
comandi tedeschi. Ai medici venne richiesto di trovare soluzioni efficaci in
tempi rapidi. La risposta fu per certi versi "entusiastica" e si concretizzò
in una vasta campagna di sperimentazioni condotte sui prigionieri dei campi
di concentramento. Una campagna di ricerche nella quale la professione medica
trovò il fondo della più inumana abiezione.
Gli studi sulla dissenteria vennero condotti da un gruppo di medici del campo
di concentramento e sterminio di Auschwitz:
Josef
Mengele, Heinz Thilo, Friedrich Entress. Come in tutti gli esperimenti condotti
dalle SS anche questo non portò ad alcun risultato pratico. L'innovazione
introdotta dai tre "medici" consistette soltanto nella vivisezione
dei prigionieri malati di dissenteria. Secondo
Mengele
infatti l'unico sistema per studiare le lesioni interne causate dalla malattia
consisteva nel sezionare il malato mentre era ancora in vita. Di fatto gli esperimenti
sulla dissenteria furono soltanto atroci torture.
Dal febbraio 1942 sino all'aprile 1945 nel campo di concentramento di Dachau
vennero svolti altri esperimenti il cui scopo era trovare un vaccino contro
la malaria. I prigionieri venivano infettati o attraverso zanzare o con iniezioni
di estratti dalle mucose delle zanzare. Dopo aver contratto la malattia venivano
trattati con i più svariati e fantasiosi farmaci. Circa 1.200 prigionieri
vennero infettati, 300 di loro morirono mentre molti altri subirono lesioni
permanenti. A condurre gli esperimenti è il dottor Klaus Schilling. Le
vittime prescelte da Schilling erano soprattutto preti polacchi. Il metodo seguito
per l'infezione consiste nell'applicare alle vittime minuscole gabbiette piene
di zanzare infette. Nell'arco di dieci giorni i prigionieri venivano assaliti
da febbri altissime. Seguono crescenti dosi di piramidone e Neosalvarsan. Anche
questi esperimenti - oltre alla morte delle vittime - non condurranno ad alcun
risultato pratico. Vi è da sottolineare il fatto che tra i deceduti soltanto
30 morirono direttamente a causa della malaria. I rimanenti 270 trovarono la
morte a causa delle medicine utilizzate da Schilling.
Il vaccino per la febbre gialla esisteva, il problema che i tedeschi si ponevano
era capire se e in che misura le capacità lavorative della persona vaccinata
venissero ridotte dopo la vaccinazione stessa. A condurre gli esperimenti fu
il dottor
Ding-Schuler che iniziò
il suo lavoro nel gennaio 1943. Sono gli esperimenti più strani. Di fatto
i soldati tedeschi non operavano in aree dove esisteva il pericolo di contrarre
la febbre gialla. In realtà gli esperimenti erano condotti per conto
degli alleati giapponesi. Vi era coinvolto il professor
Eugen
Haagen. Due singolari lettere chiariscono questo intreccio criminale. La
prima, del 7 aprile 1944, segnala al professor
Haagen
che un medico giapponese ha richiesto colture di febbre gialla e i dati scientifici
relativi. La seconda risale al 13 aprile 1944 Da quest'ultima veniamo a sapere
che il medico giapponese si chiamava Kobayashi ed apparteneva alla marina. Kobayashi
fece visita al professor
Haagen
all'Università di Strasburgo e tra i due si svolse un colloquio riguardo
alla cura della febbre gialla e dell'influenza. Non sappiamo con esattezza quanti
prigionieri perirono a Buchenwald. Sappiamo con certezza che furono infettati
485 prigionieri di cui 90 olandesi.
A differenza della malaria e della febbre gialla, la tubercolosi rappresentava
per i soldati tedeschi al fronte un problema molto serio. Alla soluzione del
problema era particolarmente interessata la Bayer. Gli esperimenti vennero condotti
a Dachau su 114 prigionieri e a Neuengamme su 100 uomini e 20 bambini.
La
storia di questi bambini è particolarmente atroce. Avevano dai 5
ai 12 anni di età e vennero trasferiti da Auschwitz a Neuengamme e dopo
essere stati infettati con la tubercolosi vennero sottoposti ad ogni genere
di esperimenti. Quando le truppe alleate stavano per entrare ad Amburgo i bambini
vennero segretamente assassinati. Il responsabile di questi omicidi, Kurt Heissmeyer,
alla fine della guerra tornò nella sua città, Magdeburgo, e sino
alla fine dei suoi giorni non solo non fu perseguito ma venne considerato un
luminare degli studi contro la tubercolosi nell'allora Germania Est. Un altro
protagonista di questi esperimenti fu il dottor Helmuth Vetter che sperimenta
per conto della Bayer il Rutenol e il "preparato" 3582 oltre che a
Dachau anche ad Auschwitz e a Gusen. Anche questi esperimenti non condussero
a nessun risultato se non alla pubblicazione di un articolo scientifico di Vetter
sponsorizzato dalla Bayer.