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Gli esperimenti "medici" nei campi di concentramento nazisti - [pag.8/16]
Esperimenti su dissenteria, malaria,
febbre gialla, tubercolosi
Durante il conflitto tutta una serie di malattie in grado di uccidere o mettere fuori combattimento i soldati erano al vertice delle preoccupazioni degli alti comandi tedeschi. Ai medici venne richiesto di trovare soluzioni efficaci in tempi rapidi. La risposta fu per certi versi "entusiastica" e si concretizzò in una vasta campagna di sperimentazioni condotte sui prigionieri dei campi di concentramento. Una campagna di ricerche nella quale la professione medica trovò il fondo della più inumana abiezione.

Gli studi sulla dissenteria vennero condotti da un gruppo di medici del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz: Josef Mengele, Heinz Thilo, Friedrich Entress. Come in tutti gli esperimenti condotti dalle SS anche questo non portò ad alcun risultato pratico. L'innovazione introdotta dai tre "medici" consistette soltanto nella vivisezione dei prigionieri malati di dissenteria. Secondo Mengele infatti l'unico sistema per studiare le lesioni interne causate dalla malattia consisteva nel sezionare il malato mentre era ancora in vita. Di fatto gli esperimenti sulla dissenteria furono soltanto atroci torture.

Dal febbraio 1942 sino all'aprile 1945 nel campo di concentramento di Dachau vennero svolti altri esperimenti il cui scopo era trovare un vaccino contro la malaria. I prigionieri venivano infettati o attraverso zanzare o con iniezioni di estratti dalle mucose delle zanzare. Dopo aver contratto la malattia venivano trattati con i più svariati e fantasiosi farmaci. Circa 1.200 prigionieri vennero infettati, 300 di loro morirono mentre molti altri subirono lesioni permanenti. A condurre gli esperimenti è il dottor Klaus Schilling. Le vittime prescelte da Schilling erano soprattutto preti polacchi. Il metodo seguito per l'infezione consiste nell'applicare alle vittime minuscole gabbiette piene di zanzare infette. Nell'arco di dieci giorni i prigionieri venivano assaliti da febbri altissime. Seguono crescenti dosi di piramidone e Neosalvarsan. Anche questi esperimenti - oltre alla morte delle vittime - non condurranno ad alcun risultato pratico. Vi è da sottolineare il fatto che tra i deceduti soltanto 30 morirono direttamente a causa della malaria. I rimanenti 270 trovarono la morte a causa delle medicine utilizzate da Schilling.

Il vaccino per la febbre gialla esisteva, il problema che i tedeschi si ponevano era capire se e in che misura le capacità lavorative della persona vaccinata venissero ridotte dopo la vaccinazione stessa. A condurre gli esperimenti fu il dottor Ding-Schuler che iniziò il suo lavoro nel gennaio 1943. Sono gli esperimenti più strani. Di fatto i soldati tedeschi non operavano in aree dove esisteva il pericolo di contrarre la febbre gialla. In realtà gli esperimenti erano condotti per conto degli alleati giapponesi. Vi era coinvolto il professor Eugen Haagen. Due singolari lettere chiariscono questo intreccio criminale. La prima, del 7 aprile 1944, segnala al professor Haagen che un medico giapponese ha richiesto colture di febbre gialla e i dati scientifici relativi. La seconda risale al 13 aprile 1944 Da quest'ultima veniamo a sapere che il medico giapponese si chiamava Kobayashi ed apparteneva alla marina. Kobayashi fece visita al professor Haagen all'Università di Strasburgo e tra i due si svolse un colloquio riguardo alla cura della febbre gialla e dell'influenza. Non sappiamo con esattezza quanti prigionieri perirono a Buchenwald. Sappiamo con certezza che furono infettati 485 prigionieri di cui 90 olandesi.

A differenza della malaria e della febbre gialla, la tubercolosi rappresentava per i soldati tedeschi al fronte un problema molto serio. Alla soluzione del problema era particolarmente interessata la Bayer. Gli esperimenti vennero condotti a Dachau su 114 prigionieri e a Neuengamme su 100 uomini e 20 bambini. La storia di questi bambini è particolarmente atroce. Avevano dai 5 ai 12 anni di età e vennero trasferiti da Auschwitz a Neuengamme e dopo essere stati infettati con la tubercolosi vennero sottoposti ad ogni genere di esperimenti. Quando le truppe alleate stavano per entrare ad Amburgo i bambini vennero segretamente assassinati. Il responsabile di questi omicidi, Kurt Heissmeyer, alla fine della guerra tornò nella sua città, Magdeburgo, e sino alla fine dei suoi giorni non solo non fu perseguito ma venne considerato un luminare degli studi contro la tubercolosi nell'allora Germania Est. Un altro protagonista di questi esperimenti fu il dottor Helmuth Vetter che sperimenta per conto della Bayer il Rutenol e il "preparato" 3582 oltre che a Dachau anche ad Auschwitz e a Gusen. Anche questi esperimenti non condussero a nessun risultato se non alla pubblicazione di un articolo scientifico di Vetter sponsorizzato dalla Bayer.
foto 1:bambini vittime di esperimenti
foto 2:bambini vittime di esperimenti
Fotografie scattate a Neuengamme dal medico nazista Kurt Heissmeyer. I 20 bambini furono infettati con la tubercolosi. Vennero poi assassinati a Bullenhuser Damm poco prima dell'arrivo delle truppe Alleate.