Arnold Dohmen non apparteneva alle SS. Era un professore dell'Accademia di Medicina
Militare. Collaborando con il professor Gildemeister dell'Istituto Robert Koch
di Berlino era giunto alla conclusione che l'epatite virale si trasmette attraverso
un virus e non un batterio. La scoperta attirò immediatamente l'attenzione
delle SS.
Ernst Robert Grawitz,
capo del Servizio Medico delle SS, il 1° giugno 1943 scrisse immediatamente
una lunga lettera ad
Himmler:
Segreto militare
OGGETTO: Studio delle cause dell'epatite contagiosa (hepatitis epidemica)
All'Illustrissimo SS-ReichsfÙhrer H. Himmler Berlino
ReichsfÙhrer, I'SS-BrigadefÙhrer dottor Brandt,
Commissario generale del FÙhrer, mi chiede di aiutarlo nelle ricerche da lui
promosse sulle cause dell'epatite epidemica, mettendo dei prigionieri a sua
disposizione. Sinora tali ricerche sono state condotte da un medico militare,
il dottor Dohmen, nell'ambito delle indagini patrocinate dall'Ispettorato dell'Esercito,
con la partecipazione dell'Istituto Robert Koch. Si ™ giunti ora ad un risultato,
in armonia con quello di altri studiosi tedeschi: l'epatite epidemica non viene
trasmessa da batteri, bensl da virus. Queste deduzioni si basano sulle prove
eseguite mediante inoculazione dall'uomo all'animale. Al fine di far progredire
le nostre conoscenze, sarebbe opportuno seguire la via inversa, vale a dire
l'inoculazione all'uomo di ceppi di virus coltivati. V'™ naturalmente la possibilitö
che si verifichino decessi. I riflessi terapeutici, ma specialmente profilattici,
dipendono da questi esperimenti. „ un passo necessario. Per esso, necessitano
8 prigionieri condannati a morte, possibilmente giovani, sui quali sperimentare
nel lazzaretto del KL di Sachsenhausen. Mi rivolgo a Lei, Reichsführer,
a che Ella decida:
A. se io posso dare l'ordine di procedere ai suddetti esperimenti;
B. se a Sachsenhausen questi esperimenti possono essere condotti dallo stesso
medico militare dottor Dohmen.
Anche se il dottor Dohmen non appartiene alle Schutz-Staffeln, egli ™ tuttavia
SA-FÙhrer e nostro camerata; in tal caso io lo autorizzerei in via eccezionale,
ossia in nome della continuitö delle ricerche e dell'esattezza dei risultati.
La questione riveste la massima importanza per i nostri soldati, soprattutto
nella Russia meridionale. Infatti, negli anni passati sia nelle Waffen SS, sia
nella Polizia e nella Wehrmacht, l'epatite si ™ diffusa al punto che molte compagnie
sono rimaste per sei settimane senza il 60% dei loro effettivi. Se la cura viene
realizzata tempestivamente e in modo adeguato, inoltre, la prognosi ™ abbastanza
favorevole. Se riuscissimo a trovare un vaccino per la profilassi, l'intera
questione rivestirebbe una grande importanza tattica.
Il 16 giugno 1943
Himmler rispondeva
dichiarandosi d'accordo con Grawitz, ordinava che fossero posti a disposizione
8 ebrei polacchi di Auschwitz e autorizzava Dohmen ad operare a Sachsenhausen.
La lettera venne inviata per conoscenza a
Oswald
Pohl. Così Dohmen iniziò a lavorare a Sachsenhausen. Le sue
conclusioni "scientifiche" dovevano essere sottoposte al professor
Kurt Gutzeit dell'Accademia di Medicina Militare e al professor Hageen dell'Università
di Strasburgo. Inizialmente Dohmen si mostrò riluttante ad eseguire gli
esperimenti su esseri umani ma. Gutzeit arrivò a minacciarlo e gli esperimenti
iniziarono infettando 11 bambini ebrei. Il 24 giugno del 1944 Gutzeit scrisse
una inquietante lettera al professor
Haagen,
un passaggio è particolarmente agghiacciante: "
...desidero creare
le condizioni ideali per eseguire l'experimentum crucis dell'inoculazione ad
hominem. Bisognerà prendere alcune cautele, di cui per iscritto non posso
parlare". Gutzeit informava Haagen che gli esperimenti si sarebbero
tenuti il 15 luglio successivo, data nella quale Dohmen sarebbe stato distaccato
presso di lui. Il 27 giugno 1944
Haagen
rispondeva informando Gutzeit che gli esperimenti, volendo, si sarebbero potuti
svolgere anche a Strasburgo. In breve tempo gli esperimenti vennero allargati
al campo di Auschwitz e a Lipsia.
Himmler
rimase affascinato dal successo: ora che si conosceva l'origine virale dell'epatite
si poteva senz'altro studiare un vaccino. Perciò venne impartito l'ordine
di sperimentare anche sui detenuti di Buchenwald.
La
Bayer fu interessata alla maggior parte degli esperimenti condotti nei campi
di sterminio. Le fiale del "Preparato Be 1034" furono sperimentate
sui prigionieri dal dottor Vetter sui prigionieri.