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Gli esperimenti "medici" nei campi di concentramento nazisti - [pag.12/16]
Esperimenti sui gemelli - 3
La sorte dei gemelli
di Auschwitz


I bambini gemelli che arrivavano ad Auschwitz da tutta Europa venivano selezionati da Mengele in persona appena scesi dai treni. Mengele si aggirava lungo le fila dei prigionieri gridando "Zwillinge heraus!" ("Fuori i gemelli").
Una volta isolati dai propri genitori i bambini venivano marchiati come gli altri prigionieri ma con un numero speciale al quale spesso veniva aggiunta la sigla "ZW" (per "Zwillinge").
Una volta arrivati alle baracche che avrebbero dovuto ospitarli per prima cosa venivano esaminati e misurati dalla testa alla punta dei piedi. Se anche fosse mancato il minimo particolare il medico addetto alla misurazione (solitamente un prigioniero) sarebbe stato punito.
Venivano richieste loro informazioni sulla famiglia secondo un formulario preparato dal professor Verschuer cui poi venivano spediti i fascicoli.
A differenza di tutti gli altri prigionieri ai gemelli era consentito di mantenere i capelli lunghi per diversi giorni dopo l'esame. Dopo essere stati selezionati sulla banchina dei treni erano sottoposti ad una doccia per poi essere condotti nell'ambulatorio medico.
Gli esami iniziavano dalla testa che veniva misurata accuratamente anche per più giorni. Successivamente erano sottoposti ad un esame completo ai raggi X in tutto il corpo. Solitamente poi era applicato loro una specie di tubo al naso che insufflava nei polmoni un gas provocando una tosse violenta. L'espettorato era raccolto ed esaminato. Seguiva poi una fase nella quale i bambini erano fotografati con particolare attenzione ai capelli e ai peli delle ascelle. Per questo motivo erano costretti a rimanere immobili per molte ore con le braccia alzate.
Il giorno successivo erano svegliati di mattina presto e condotti in una stanza nella quale vi era un tino con acqua calda e una serie di tavole. Dapprima erano costretti ad immergersi nel tino e poi, venivano legati ad una tavola in modo che i capelli ricadessero all'esterno. Una parte dei capelli veniva strappata in modo da estrarne anche la radice. Dopo questa operazione erano reimmersi nel tino parecchie volte e l'operazione veniva ripetuta diverse volte. Infine, quando il numero di capelli raccolti era stata ritenuta sufficiente, i bambini erano completamente rasati, depilati e nuovamente fotografati.
La fase successiva consisteva nel praticare clisteri di due litri dolorosissimi. In diversi giorni venivano sottoposti ad esami rettali e gastrointestinali senza alcuna anestesia. Solitamente, a causa delle urla di dolore, venivano imbavagliati.
Il giorno successivo era la volta di un doloroso esame urologico con prelevamento di tessuti dai reni, dalla prostata e - nei maschi - dai testicoli.
Dopo tre settimane di esami i due gemelli venivano uccisi simultaneamente con un'iniezione al cuore; i cadaveri venivano dissezionati e gli organi interni inviati al professor Verschuer all'Istituto di ricerca biologico-razziale di Berlino.

Questa orribile trafila rappresentava la norma ma Mengele stava conducendo sui gemelli studi suoi in relazione a progetti condotti da Verschuer e dai suoi collaboratori.
Uno di questi riguardava le anomalie dell'apparato visivo. A Berlino se ne occupava la dottoressa Karin Magnussen. Mengele si interessava particolarmente alla eterocromia, uno scoloramento dell'iride dell'occhio causato da atrofia del pigmento. Questa patologia presenta e comporta una colorazione dell'iride chiara, blu acqua ad un solo occhio. Mengele si interessava ai casi di eterocromia soprattutto nei gemelli.
Il suo obiettivo era trovare il modo di influire sul colore degli occhi trasformandoli da scuri ad azzurri. Per far questo iniettava nell'iride metilene blu. Il risultato erano atroci sofferenze, cecità e nessun cambiamento.
È interessante notare che questi esperimenti non avevano alcuna base scientifica.
Dopo l'eliminazione dei gemelli i loro occhi venivano espiantati e inviati a Berlino alla dottoressa Magnussen.
A Berlino Verschuer ed il suo assistente, il biochimico Gunther Hillmann, si interessavano allo studio delle proteine del sangue e inseguivano il sogno di riuscire a trovare una differenza sostanziale tra il sangue degli ebrei e quello degli ariani. Per questo Mengele si impegnava nell'operare prelievi di sangue da inviare a Berlino. Spesso il prelievo di sangue era totale e terminava soltanto con la morte del bambino.
Altra "passione" di Mengele era lo studio di una malattia chiamata "Noma" (una cancrena che aggredisce il viso). Quando Mengele si accorse che i bambini zingari venivano particolarmente colpiti se ne interessò immediatamente. Credeva che questa particolare esposizione alla malattia fosse dovuta a predisposizione razziale. Il Noma colpisce particolarmente soggetti in precarie condizioni di alimentazione e, quindi, era chiaro che l'insorgere della malattia era dovuto alle condizioni del campo. La malattia colpisce gli angoli delle labbra, le guance, e le gengive provocando ulcerazioni va via più vaste e orribili.
Mengele, anziché curare i bambini, lasciava che la malattia proseguisse il suo corso prelevando con il bisturi campioni di tessuto da studiare. Quando lo studio era terminato i bambini venivano "pietosamente" avviati alle camere a gas.
La punta di gemelli che arrivarono tra le mani di Mengele si verificò con l'enorme afflusso di ebrei deportati dall'Ungheria.
A disposizione di Mengele vi erano anche 400 persone contemporaneamente. Su queste persone la fantasia criminale di Mengele si sbizzarisce: trasfusioni incrociate di sangue di tipo differente tra i gemelli, esperimenti sul midollo osseo e altri orribili, quanto inutili, studi pseudo scientifici.
foto: bambini dietro il filo spinato
Alcuni dei gemelli di Auschwitz dopo la liberazione del campo.
foto: bambini emaciati
Le condizioni fisiche di un gruppo di gemelli alla liberazione del campo (gennaio 1945)
schema di ereditarietà
Tabella tedesca degli anni Quaranta per lo studio della ricorsività del colore degli occhi nelle varie generazioni. Su tabelle come queste Mengele aveva studiato per poi applicarsi ai suoi folli esperimenti per cambiare colore agli occhi delle sue vittime.