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L'Aktion T4: il progetto di eutanasia nazista - 12
L'eutanasia come "scuola dello sterminio"
Il programma di eutanasia condotto verso i bambini disabili venne attuato utilizzando iniezioni letali di scopolamina, morfina e barbiturici. Le enormi quantità di questi medicinali venivano fornite con tutta la discrezione necessaria dalla Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich (RSHA) vale a dire dalle SS. In particolare era la Sezione della polizia criminale (Kripo) comandata da Arthur Nebe ad acquisire e spedire il veleno alle cliniche. L'eutanasia degli adulti pose un problema per certi versi nuovo: come uccidere grandi masse di uomini in modo sbrigativo e privo di controindicazioni? La soluzione cadde sull'utilizzo del gas.

Non è chiaro chi abbia avuto l'idea. Secondo alcuni storici fu Karl Brandt che prese spunto da una semiasfissia occorsagli a causa dei fumi difettosi di una stufa. Secondo altri, più probabilmente, fu il professor Werner Heyde che la suggerì a Hitler. In ogni caso nel gennaio 1940 il metodo venne sperimentato per la prima volta nella clinica di Brandenburg. All'esperimento erano presenti i vertici del programma: Bouhler e Brandt, Leonardo Conti, Herbert Linden del Ministero degli Interni e Christian Wirth funzionario di polizia e futuro comandante delle unità di sorveglianza dell'operazione.

Il direttore della clinica, il dottor Irmfried Eberl gasò per i suoi ospiti 8 malati mentali con pieno successo. Da allora in poi l'uso delle camere a gas camuffate da docce si diffuse. I cadaveri venivano poi affidati agli addetti alle caldaie che li bruciavano nei forni crematori. A coloro che ne possedevano venivano strappati i denti d'oro. Queste stesse modalità vennero poi utilizzate nei campi di sterminio, per questo motivo a buon diritto si può affermare che l'Aktion T4 fu la "palestra" alla quale si allenarono i carnefici che avrebbero condotto il massacro nei campi.

Quando nell'agosto del 1941 l'operazione di eutanasia verso gli adulti venne sospesa il personale e i mezzi tecnici vennero impiegati immediatamente per l'inizio della "soluzione finale".

Viktor Brack, il braccio destro di Bouhler, ricorderà così gli eventi al processo:
"Nel 1941 ricevetti l'ordine di sospendere il programma eutanasia. Per non lasciar disperdere il personale che in tal modo veniva messo in libertà e per essere eventualmente in grado di riprendere il programma eutanasia dopo la guerra, Bouhler mi invitò - credo dopo averne parlato con Himmler - a mandare questo personale a Lublino e a metterlo a disposizione del generale delle SS Globocnik. Solo molto tempo dopo, verso la fine del 1942, mi resi conto che veniva impiegato nello sterminio in massa degli ebrei, oramai di pubblico dominio nelle sfere più alte del partito".

Così, senza alcuna soluzione di continuità si passò dall'eutanasia allo sterminio di milioni di persone nei campi. Il personale della operazione T4 venne inviato in Polonia dove creò i più terribili campi di sterminio: Treblinka, Sobibor e Belzec.

Frattanto l'eutanasia continuò sino alla fine della guerra nei campi con l'operazione 14F13, nelle cliniche dove continuò l'eliminazione dei bambini disabili e attraverso la cosiddetta "eutanasia selvaggia", vale a dire l'eliminazione dei malati senza alcuna autorizzazione.
Cimitero di Hadamar
Il cimitero della clinica di sterminio di Hadamar

Esterno della clinica di Harteim

La clinica- castello di Hartheim
Documento del Ministero dell'Interno del Wurtenberg

Documento del Ministero dell'Interno del Württemberg riguardante la clinica di eliminazione di Grafeneck. In basso l'avvertenza: "Non lasciar cadere nelle mani del nemico! Distruggere in caso di pericolo nemico!"