Il programma di eutanasia condotto verso i bambini disabili venne attuato utilizzando
iniezioni letali di scopolamina, morfina e barbiturici. Le enormi quantità
di questi medicinali venivano fornite con tutta la discrezione necessaria dalla
Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich (
RSHA)
vale a dire dalle SS. In particolare era la Sezione della polizia criminale
(Kripo) comandata da
Arthur Nebe
ad acquisire e spedire il veleno alle cliniche. L'eutanasia degli adulti pose
un problema per certi versi nuovo: come uccidere grandi masse di uomini in modo
sbrigativo e privo di controindicazioni? La soluzione cadde sull'utilizzo del
gas.
Non è chiaro chi abbia avuto l'idea. Secondo alcuni storici fu
Karl
Brandt che prese spunto da una semiasfissia occorsagli a causa dei fumi
difettosi di una stufa. Secondo altri, più probabilmente, fu il professor
Werner Heyde che la suggerì
a Hitler. In ogni caso nel gennaio 1940 il metodo venne sperimentato per la
prima volta nella clinica di Brandenburg. All'esperimento erano presenti i vertici
del programma:
Bouhler e
Brandt,
Leonardo Conti, Herbert Linden del Ministero degli Interni e
Christian
Wirth funzionario di polizia e futuro comandante delle unità di sorveglianza
dell'operazione.
Il direttore della clinica, il dottor
Irmfried
Eberl gasò per i suoi ospiti 8 malati mentali con pieno successo.
Da allora in poi l'uso delle camere a gas camuffate da docce si diffuse. I cadaveri
venivano poi affidati agli addetti alle caldaie che li bruciavano nei forni
crematori. A coloro che ne possedevano venivano strappati i denti d'oro. Queste
stesse modalità vennero poi utilizzate nei campi di sterminio, per questo
motivo a buon diritto si può affermare che l'Aktion T4 fu la "palestra"
alla quale si allenarono i carnefici che avrebbero condotto il massacro nei
campi.
Quando nell'agosto del 1941 l'operazione di eutanasia verso gli adulti venne
sospesa il personale e i mezzi tecnici vennero impiegati immediatamente per
l'inizio della "soluzione finale".
Viktor Brack, il braccio destro
di
Bouhler, ricorderà
così gli eventi al processo:
"
Nel 1941 ricevetti l'ordine di sospendere il programma eutanasia. Per
non lasciar disperdere il personale che in tal modo veniva messo in libertà
e per essere eventualmente in grado di riprendere il programma eutanasia dopo
la guerra, Bouhler mi invitò
- credo dopo averne parlato con Himmler
- a mandare questo personale a Lublino e a metterlo a disposizione del generale
delle SS Globocnik. Solo molto tempo dopo, verso la fine del 1942, mi resi conto
che veniva impiegato nello sterminio in massa degli ebrei, oramai di pubblico
dominio nelle sfere più alte del partito".
Così, senza alcuna soluzione di continuità si passò
dall'eutanasia allo sterminio di milioni di persone nei campi. Il personale
della operazione T4 venne inviato in Polonia dove creò i più terribili
campi di sterminio:
Treblinka,
Sobibor e
Belzec.
Frattanto l'eutanasia continuò sino alla fine della guerra nei campi
con l'operazione 14F13, nelle cliniche dove continuò l'eliminazione dei
bambini disabili e attraverso la cosiddetta "eutanasia selvaggia",
vale a dire l'eliminazione dei malati senza alcuna autorizzazione.