Verso l'autunno del 1939 dalla sede di Berlino della T4 cominciarono a partire
i questionari indirizzati agli istituti psichiatrici del Reich. I questionari
erano molto generici per non allarmare nessun direttore. Ufficialmente si trattava
di un censimento per conoscere le capacità lavorative dei malati. Ovviamente
i direttori - che temevano di perdere buona manodopera - compilarono i questionari
dichiarando inabili al lavoro anche coloro che invece venivano impiegati proficuamente.
In più - considerando la compilazione dei questionari un lavoro inutile
e noioso - i direttori delegarono il personale amministrativo degli istituti.
Il risultato fu che i questionari venivano riempiti in tutta fretta e in modo
totalmente superficiale. Senza saperlo in questo modo migliaia di malati venivano
condannati a morte.
La procedura escogitata era stata pensata per mantenere il più stretto
segreto. Quando i questionari tornavano indietro venivano fotocopiati in tre
copie ed esaminati da tre periti. Il parere dei tre periti veniva inviato ad
un quarto perito supervisore che decideva sulla vita o la morte del paziente.
Naturalmente il malato non veniva mai realmente visitato.
Una volta decise le persone da eliminare la sede centrale di Berlino preparava
delle liste di trasferimento che inviava ai singoli istituti avvertendo che
si preparassero i malati per la partenza. Il giorno stabilito si presentavano
uomini della "Società di Pubblica Utilità per il trasporto
degli ammalati". I pazienti venivano caricati su grossi pullman dai finestrini
oscurati e trasportati in uno dei sei centri di eliminazione: Grafeneck, Bernburg,
Sonnenstein, Hartheim, Brandenburg, Hadamar. In questi istituti erano stati
predisposti delle camere a gas camuffate da sale docce e forni crematori per
l'eliminazione dei cadaveri.
Ai direttori non si indicava la località finale di arrivo del malato
ma un istituto nel quale venivano trattenuti i malati per alcuni giorni. Questa
tappa intermedia era stata decisa per evitare che i parenti si recassero nelle
cliniche di eliminazione. Una volta arrivati nelle cliniche di eliminazione
i malati venivano uccisi dopo pochi giorni.
Ai parenti veniva inviata una lettera standard che annunciava la morte per una
causa qualsiasi. Si avvertiva che per ragioni sanitarie il cadavere era stato
cremato e si avvertiva che l'urna con le ceneri era a disposizione. Si precisava
che i beni personali dovevano essere ritirati entro 14 giorni ma l'invio delle
lettere era calcolato in modo tale che quando la notizia giungeva alla famiglia
i termini utili erano già trascorsi.
Dai cadaveri venivano tolti i denti d'oro che venivano inviati ad appositi uffici.
Una parte dei cervelli venivano sezionati o inviati al "Kaiser Wilhelm
Institut" dove una équipe medica guidata dal professor
Julius
Hallervorden sviluppava i suoi studi sulla neuropatologia.
Per depistare ulteriormente i parenti i centri di eliminazione venivano scelti
in modo da essere il più distante possibile dal luogo di residenza del
malato. Naturalmente oltre ai disabili ad essere eliminati in massa furono anche
i cosiddetti "psicopatici" (cioè asociali) e gli ebrei fossero
sani o meno.
Uomini
dell'operazione eutanasia al lavoro con gli schedari dei questionari nella sede
di Tiergartenstrasse 4
I
pullman con i finestrini oscurati della "Società di Pubblica Utilità
per il trasporto degli ammalati" in attesa di caricare i pazienti da uccidere.