Il Programma T4 nel suo svolgimento tra il 1940 ed il 1941 pose fine alla vita
di 70.273 persone classificate come "indegne di vivere". Questa attività
di morte - per quanto fossero state prese tutte le precauzioni necessarie non
poteva rimanere a lungo segreta.
In primo luogo lo spostamento attraverso tutto il Reich di così tante
persone non passò inosservata alle autorità giudiziarie. Il procuratore
generale di Lipsia scrisse al Ministro della Giustizia
Gürtner
facendo notare l'insolito proliferare di necrologi che riferivano di morti improvvise
avvenute nelle cliniche della morte. Identica iniziativa venne presa dal procuratore
di Stoccarda.
Gürtner, assai preoccupato,
scriveva:
"Sono convinto che sia ormai necessario sospendere immediatamente l'uccisione
dei malati di mente. Se la cosa si è risaputa così velocemente,
se ormai la gente ne parla, significa che il tentativo di segretezza è
fallito (...) è impossibile sostenere che il ministero di Giustizia del
Reich ignora la faccenda".
La faccenda infatti era divenuta di dominio pubblico: i cittadini di Hadamar
oramai sapevano perfettamente che il fumo nauseabondo che si alzava dal camino
della clinica era il frutto della cremazione dei malati.
La Chiesa, sia protestante che cattolica, iniziò a far sentire la propria
voce contro la pratica dell'eutanasia. Tra le tante voci che si levarono vi
fu quella dell'arcivescovo di Münster, Clemens August von Galen. L'arcivescovo
pronunziò un sermone durissimo il 3 agosto 1941: la condanna dell'eutanasia
non solo fu durissima in teoria ma l'arcivescovo denunziò lo Stato come
autore delle uccisioni.
Parallelamente cresceva l'inquietudine della gente: sempre più frequenti
erano i familiari che rifiutavano di consegnare i loro congiunti.
Hitler di fronte alla marea di proteste decise di sospendere l'Aktion T4 impartendo
l'ordine orale a
Brandt e a
Bouhler.
L'azione di eutanasia era ufficialmente finita ma l'eliminazione dei "malati
di mente" non era terminata: iniziava quella che i medici tedeschi chiamarono
"eutanasia selvaggia" e un'altra "Aktion" ancora più
segreta: la "Aktion 14F13"
Uno
delle migliaia di necrologi comparsi sui giornali tedeschi tra il 1940 ed il
1941.
La fotografia, scattata da un cittadino di Hadamar, mostra
il fumo delle cremazioni che si alza dal castello trasformato in clinica della
morte.