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  Il processo di Hadamar - [pag. 1/9]
 
 
  Il primo processo ai nazisti
 
 
         
  Tra l’8 ed il 15 ottobre 1945 si svolse il primo processo ai responsabili nazisti di massacri di massa in territorio controllato dagli statunitensi. Sin dai primi mesi di occupazione gli Alleati avevano dato la caccia ai responsabili di violazioni alle convenzioni internazionali che regolavano la condotta di guerra. L’obiettivo principale consisteva nella punizione degli assassinii di prigionieri alleati in dispregio della Convenzione di Ginevra. Quando però nel marzo 1945 fu scoperta l’attività della clinica di Hadamar vicino alla città di Limburg si pose un problema di giustizia internazionale. Ad Hadamar erano state eliminate circa 10.000 persone tra il gennaio e l’agosto 1941 e, successivamente, sino alla fine della guerra altre 4.400 persone. Di fronte a questo crimine emerse tutta la impreparazione del diritto internazionale di fronte ai massacri di massa.
Il problema era complesso. L’ostacolo principale era dato dalla nazionalità delle vittime: cittadini tedeschi disabili.
 
gruppo di imputati
   
Gli imputati a processo: (prima fila da sinistra) il direttore Adolf Wahlmann, Heinrich Ruoff e Philipp Blum; (seconda fila) Karl Willig, Adolf Merkle. Irmgard Huber e Alfons Klein.  
    Per questo motivo essendo i carnefici di nazionalità tedesca esattamente come le loro vittime, i crimini non sembravano poter essere considerati come reati perseguibili dal diritto internazionale.   Nell’ottobre del 1945 non esistevano gli strumenti giuridici per condurre un processo contro i responsabili dello sterminio dei disabili in Germania. Soltanto il 10 dicembre 1945, con la promulgazione della legge numero 10, venne creato il delitto di «crimini contro l’umanità”. Mancando gli strumenti giuridici il tribunale era di fatto e de iure incompetente.  
   
ispezione di un gruppo di cadaveri
 
Militari statiunitensi esumano i corpi di sei russi e polacchi nel cimitero di Hadamar.
  Così il processo di Hadamar fu possibile soltanto perché negli ultimi mesi di guerra nella clinica erano stati inviati 476 cittadini sovietici e polacchi ammalati di tubercolosi che erano stati poi eliminati. Poiché queste vittime appartenevano a nazioni alleate degli Stati Uniti il tribunale americano poté istruire il processo in piena legalità. La natura di questo processo mostra tutti i limiti della giustizia: i carnefici infatti furono condannati per una parte trascurabile dei loro crimini mentre il grande sterminio rimase totalmente in ombra.  
           
         



  
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