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Le operazioni di sterminio furono fermate il 24 agosto 1941 per ordine
di Hitler e a seguito delle proteste della Chiesa. D’altro canto
il fatto che nella clinica venissero uccise delle persone non era più un
mistero per nessuno dei cittadini di Hadamar. Tuttavia la clinica restò ferma
per poco meno di un anno. Nell’agosto 1942 infatti venne riattivata
come centro di eliminazione e affidata all’anziano dottor Adolf
Wahlmann. Con la sua direzione ebbe inizio quella che è stata
definita “eutanasia selvaggia”. In altri termini in questa
seconda fase non si trattava più di una eliminazione gestita
dall’alto ma “diffusa” ed affidata ai medici responsabili
degli istituti. Il metodo delle eliminazioni cambiò, non si
utilizzava più il gas ma iniezioni letali. Quando Wahlmann arrivò nella
clinica di Hadamar il direttore amministrativo Alphons
Klein aveva
ideato un sistema di eliminazione piramidale. Il primario avrebbe dovuto
coordinare i capi infermieri delle sezioni maschili e femminili di
istruire infermieri e infermiere per eliminare i pazienti. Nell’idea
di Klein ad Hadamr il procedimento doveva essere automatico ma Wahlmann
impose il suo sistema più “scientifico”. I pazienti
dovevano venir osservati all’arrivo, si doveva consultare la
loro cartella medica e dovevano essere visitati. In una riunione che
si teneva tutte le mattine alla luce dei dati si esaminava la sorte
di ciascun paziente e si decideva quale uccidere e con quali dosi di
farmaci. Nella stessa riunione si inventavano cause di morte plausibili
per i pazienti uccisi nei giorni precedenti e si preparavano i certificati
di decesso. Ogni sera i pazienti condannati a morire venivano eliminati
con compresse di Luminal o di altri farmaci. Dopo poco tempo si preferì l’utilizzo
di iniezioni letali di morfina e scopolamina. Con questo sistema morirono
altri 4.400 malati e 456 lavoratori polacchi e russi. |
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| Il cimitero dei bambini ad Hadamar. |
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