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«Nel 1934 iniziai a lavorare nella
clinica di Hadamar come impiegato. Nel 1939 divenni supervisore dell’Istituto
e mantenne questa carica sino al 1945. Sino all’ottobre 1940 c’era,
a fianco dell’istituto
un ospedale per soldati tedeshi e prigionieri di guerra. Da allora e
sino al gennaio 1941 l’Istituto fu riservato ai malati mentali
tedeschi. Nel gennaio 1941 vennero messi in atto dei piani per eliminare
i malati mentali e bruciarne i corpi. Questo metodo fu utilizzato sino
all’agosto 1941 epoca in cui venne abbandonato. Dall’agosto
1941 all’agosto 1942 non fu ucciso nessuno. . Nell’agosto
1942 venne introdotto un nuovo programma in base al quale i pazienti
dovevano essere uccisi attraverso farmaci o iniezioni letali. Questo
metodo venne usato sino a quando gli americani occuparono l’Istituto.
Il dottor Wahlmann decideva quali malati mentali dovevano essere uccisi.
Dall’ottobre 1941 l’Istituto venne collegato alla Fondazione
Generale degli Istituti di Cura a Berlino per ordine del Gauleiter. Io
non fui impiegato in questa organizzazione. Verso agosto o settembre
del 1944 andai a Wiesbaden per partecipare ad una riunione con Bernotat
e Springer, il Gauleiter. Mi dissero che avrebbero inviato nel prossimo
futuro pazienti russi e polacchi che dovevano essere uccisi. Io non volevo
fare una cosa simile e suggerii che fossero inviati ad Est. Bernotat
mi disse che ne avrebbe parlato al Gauleiter tempo dopo mi disse che
il Gauleiter non era d’accordo con la mia richiesta e che i pazienti
sarebbero stati inviati al mio ospedale. Bernotat mi disse che i pazienti
erano molto malati e che andavano uccisi. Più tardi Bernotat,
il dottor Wahlmann ed io tenemmo una riunione all’Istituto, Decidemmo
che questi pazienti sarebbero stati uccisi come i pazienti tedeschi […].
Tutti quelli che lavoravano nell’Istituto sapevano che i polacchi
e i russi venivano uccisi ma nessuno era obbligato a lavorare nella Istituzione.
Nessuno fu minacciato di essere inviato al campo di concentramento e
a nessuno fu ordinato di tacere e tutti lavoravano volontariamente e
ognuno era libero di dare le dimissioni quando voleva. Se qualcuno dice
che venne costretto a lavorare qui e non poteva andarsene, mente.» |
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