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  Il processo di Hadamar - [pag. 9/9]
 
 
  Testimonianza di Hans Quanbusch
(ex magistrato presso la Corte Distrettuale di Wiesbaden durante il periodo nazista)
12 ottobre 1945
 
         
  Domanda - Lei ha mai sentito parlare negli ultimi anni del fatto che i malati mentali tedeschi venivano ricoverati in Istituti di cura.
Quanbusch - Sì ne sentii parlare. La prima volta sotto forma di dicerie che giravano di bocca in bocca tra le gente. A mio parere tutti sapevano della questione.
Domanda - Lei sa da quale ufficio tedesco venne richiesto di ricoverare tutti i malati mentali?
Quanbusch - Ho ragione di credere che si trattasse di un ordine impartito da un ufficio federale. Sin dall’inizio mi convinsi che fosse impossibile per un medico uccidere persone malate in assenza di un ordine che prescriveva di farlo. […]
Domanda - Ha mai sentito qualcosa di più preciso sull’esistenza di un tale ordine?
Quanbusch - Una volta il mio superiore il dottor Wackermann di Francoforte disse, se ricordo bene, che tutti i capi pubblici ministeri e i presidenti di corti distrettuali erano stati invitati ad una conferenza presso la Corte Distrettuale di Berlino, la più alta corte della provincia. Durante questa conferenza alla quale erano presenti dei medici vennero mostrate fotografie di persone malate. Si trattava di uno spettacolo orribile e i medici espressero il concetto secondo il quale si dovrebbe ritenere che queste vite inutili dovrebbero essere distrutte. Secondo il dottor Wackermann, i presidenti delle corti e i pubblici ministeri vennero convocati a Berlino una seconda volta. In questa seconda riunione venne affrontato il problema della eliminazione dei malati. Il ministro o il suo rappresentante - [Wackermann] disse che non ricordava esattamente chi fosse presente - chiese che tutti gli impiegati del Ministero lasciassero la stanza perché ciò che si doveva discutere era un segreto di Stato. […] E fu allora - disse il dottor Wackermann - che venne mostrata ai pubblici ministeri e ai presidenti una copia fotostatica di un ordine del Führer, Adolf Hitler. Quest’ordine era breve, soltanto poche parole. Diceva che in presenza di determinate circostanze, che non venivano definite in alcun modo, le persone mentalmente malate che si trovassero in gravi condizioni potessero essere uccise dai medici degli Istituti. Quest’ordine non era una legge ma un ordine amministrativo. L’ordine fu sottoposto all’attenzione della professione legale per informazione e soltanto ai presidenti delle Corti e ai capi pubblici ministeri. Ai presidenti fu detto di notificare l’ordine alle corti inferiori con una comunicazione che riportasse la dicitura “Segreto - Affare di Stato”. Ai capi dei pubblici ministeri venne ordinato di comunicare l’ordine ai propri sottoposti secondo le stesse modalità. Ai pubblici ministeri fu detto che in nessun caso avrebbero dovuto procedere legalmente in presenza di accuse presentate [contro i medici]. Era dovere dei pubblici ministeri inviare ogni accusa presentata dai parenti dei deceduti direttamente al Ministero della Giustizia siglandola come “Segreto di Stato” e senza aggiungere altro. In tal modo i medici erano protetti da qualsiasi accusa ed era impossibile per i magistrati iniziare qualsiasi processo.
 
ordine su carta intestata di Hitler
 
L'ordine di Hitler che diede avvio al programma di eutanasia (clicca sull'immagine per ingrandirla)
 
           
           
           
         



  
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