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  Klaus Barbie: la fuga di un nazista - [pag. 3/9]
 
 
  «Büro Petersen»
 
 
         
  Nell’estate del 1947 Merk aveva creato una rete di informatori in tutta la Germania e in diversi paesi dell’Est. Il gruppo di Merk assunse il nome di “Büro Petersen” e Barbie ne divenne il vicecomandante. Alla fine dell’estate 1947 Taylor venne sostituito dal collega Camille Hajdu che a sua volta lodò l’attivismo di Barbie. A quest’epoca Barbie era riuscito non solo a infiltrarsi nella rete di spionaggio sovietica ma anche in quella francese spiando per i nuovi padroni sia gli amici che i nemici. In ottobre però il tenente colonnello Garvey decise di risolvere la posizione ambigua di Barbie e chiese istruzioni: si doveva o no arrestare Barbie? In assenza di risposte immediate il 29 ottobre Garvey diede l’ordine di arresto. Probabilmente vi furono notevoli divergenze all’interno del servizio segreto americano: Hajdu si raccomandò che l’ordine di arresto non fosse eseguito e Garvey venne sostituito. Il suo successore il tenenete colonnello Ellington Golden suggerì che Barbie non fosse arrestato ma semplicemente convocato e interrogato o che almeno si utilizzasse un trattamento di favore nei suoi confronti. Questa indecisione si sciolse soltanto l’11 dicembre 1947 quando finalmente Barbie venne arrestato. L’interrogatorio cui fu sottoposto non toccò per nulla la sua attività durante la guerra: gli americani erano interessati soltanto alla sua attività tra il 1945 e il 1946 nel gruppo di ex ufficiali delle SS. Alla fine della lunga serie di interrogatori gli uomini del CIC conclusero che “Barbie è pronto a ritornare a Memmingen per riprendere il suo lavoro”, veniva giudicato affidabile e a questo proposito si sottolineava che “Benché Barbie sostenga di essere un anticomunista è probabile che la principale ragione che lo spinge a compere i suoi sforzi e il suo impegno nel lavoro per gli alleati occidentali sia dovuto al desiderio di ottenere la sua personale libertà. Barbie appartiene ad una categoria che può essere arrestata automaticamente ed il suo attuale impiego gli garantisce la libertà personale, di vivere con la sua famiglia, uno stipendio decente, un appartamento e la sicurezza”. Il 10 maggio 1948 Barbie fu autorizzato a riprendere la sua attività a Memmingen. Per quasi un anno Barbie lavorò a stretto contatto con Merk. Il compito principale dei due era adesso quello di infiltrarsi tra i comunisti tedeschi. Per ottenere questo risultato cercarono di trovare il più alto numero di ex agenti della Gestapo che durante la guerra avevano infiltrato il partito comunista tedesco in clandestinità. Nonostante il lavoro fosse ben condotto l’11 aprile 1949 il comando del CIC ordinò il definitivo sbandamento della struttura di Merk e Barbie. Merk venne licenziato (morirà nel 1951 per malattia) ma Barbie venne trasferito con tutta la famiglia ad Augsburg per continuare ad occuparsi del partito comunista tedesco.  
foto: gruppo di bambini
     

Un gruppo di bambini dell'istituto di Izieu che verranno deportati per ordine di Barbie.
Sotto, la comunicazione della avvenuta deportazione verso Drancy firmata da Klaus Barbie.

 
     
documento: messaggio telegrafico
     
           
           
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