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Nell’estate del 1947 Merk aveva creato una rete di informatori
in tutta la Germania e in diversi paesi dell’Est. Il gruppo di
Merk assunse il nome di “Büro Petersen” e Barbie ne
divenne il vicecomandante. Alla fine dell’estate 1947 Taylor venne
sostituito dal collega Camille Hajdu che a sua volta lodò l’attivismo
di Barbie. A quest’epoca Barbie era riuscito non solo a infiltrarsi
nella rete di spionaggio sovietica ma anche in quella francese spiando
per i nuovi padroni sia gli amici che i nemici. In ottobre però il
tenente colonnello Garvey decise di risolvere la posizione ambigua di
Barbie e chiese istruzioni: si doveva o no arrestare Barbie? In assenza
di risposte immediate il 29 ottobre Garvey diede l’ordine di arresto.
Probabilmente vi furono notevoli divergenze all’interno del servizio
segreto americano: Hajdu si raccomandò che l’ordine di arresto
non fosse eseguito e Garvey venne sostituito. Il suo successore il tenenete
colonnello Ellington Golden suggerì che Barbie non fosse arrestato
ma semplicemente convocato e interrogato o che almeno si utilizzasse
un trattamento di favore nei suoi confronti. Questa indecisione si sciolse
soltanto l’11 dicembre 1947 quando finalmente Barbie venne arrestato.
L’interrogatorio cui fu sottoposto non toccò per nulla la
sua attività durante la guerra: gli americani erano interessati
soltanto alla sua attività tra il 1945 e il 1946 nel gruppo di
ex ufficiali delle SS. Alla fine della lunga serie di interrogatori gli
uomini del CIC conclusero che “Barbie è pronto a ritornare
a Memmingen per riprendere il suo lavoro”, veniva giudicato affidabile
e a questo proposito si sottolineava che “Benché Barbie
sostenga di essere un anticomunista è probabile che la principale
ragione che lo spinge a compere i suoi sforzi e il suo impegno nel lavoro
per gli alleati occidentali sia dovuto al desiderio di ottenere la sua
personale libertà. Barbie appartiene ad una categoria che può essere
arrestata automaticamente ed il suo attuale impiego gli garantisce la
libertà personale, di vivere con la sua famiglia, uno stipendio
decente, un appartamento e la sicurezza”. Il 10 maggio 1948 Barbie
fu autorizzato a riprendere la sua attività a Memmingen. Per quasi
un anno Barbie lavorò a stretto contatto con Merk. Il compito
principale dei due era adesso quello di infiltrarsi tra i comunisti tedeschi.
Per ottenere questo risultato cercarono di trovare il più alto
numero di ex agenti della Gestapo che durante la guerra avevano infiltrato
il partito comunista tedesco in clandestinità. Nonostante il lavoro
fosse ben condotto l’11 aprile 1949 il comando del CIC ordinò il
definitivo sbandamento della struttura di Merk e Barbie. Merk venne licenziato
(morirà nel 1951 per malattia) ma Barbie venne trasferito con
tutta la famiglia ad Augsburg per continuare ad occuparsi del partito
comunista tedesco. |
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