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  Klaus Barbie: la fuga di un nazista - [pag. 4/9]
 
 
  Arrestate Barbie, il nostro torturatore
 
 
         
  Nel frattempo i francesi avevano cominciato a muoversi. Pochi giorni dopo essere stato rilasciato Barbie venne interrogato a Francoforte da uomini della Sureté. Gli americani concessero il permesso ma si accorsero che ai francesi interessavano notizie riguardanti il periodo in cui Barbie era stato in Francia. Qualche mese dopo i francesi informarono gli americani dell’intenzione di convocare Barbie come testimone ad un processo che stavano tenendo contro René Hardy ex dirigente della Resistenza accusato di aver tradito Jean Moulin. Gli americani erano preoccupati che una volta consegnato Barbie i francesi ne approfittassero per estorcergli informazioni riguardo alle operazioni di spionaggio condotte contro di loro nel 1947. Così si arrivò ad un accordo: Barbie avrebbe testimoniato non a Parigi ma nella zona controllata dagli americani, a Monaco. Barbie rilasciò la sua testimonianza il 21 gennaio 1949 alla presenza di agenti americani. Ciononostante gli uomini del CIC erano convinti che il servizio segreto francese (che consideravano “infiltrato dai comunisti”) volesse rapire Barbie. L’attività spionistica americana svolta contro gli alleati francesi era stata molto intensa e se fosse divenuta di pubblico dominio avrebbe creato non pochi imbarazzi a Washington. Dopo gli interrogatori i francesi non si ripresentarono più. Barbie riprese il suo lavoro e, come abbiamo visto, venne trasferito ad Augsburg.
Improvvisamente il 13 maggio 1949 un giornale parigino pubblicò un articolo che titolava: “Arrestate Barbie il nostro torturatore! Domandano i partigiani del Giura”. L’articolo proveniva dal corrispondente di Digione che scriveva:
"I partigiani del Giura sono scandalizzati. Klaus Barbie che nel 1944 fu il capo del SD di Long-le-Saunier è libero. Durante l’occupazione era solito bruciare le sue vittime con torce di acetilene per farle parlare durante interrogatori che duravano ininterrottamente anche per più di 48 ore. Egli è responsabile per i tragici giorni della Pasqua 1944 quando la regione di Saint-Claude venne letteralmente terrorizzata. La sua attività si estendeva anche nell’area della Franca Contea dove i morti assommarono a più di 5.000. Klaus Barbie oggi è un pacifico uomo d’affari a Monaco nella zona americana. Due associazioni dei partigiani, i veterani di guerra e le vittime del nazismo hanno indirizzato una lettera all’ambasciatore degli Stati Uniti a Parigi domandando l’immediato arresto di Barbie e il suo processo davanti al Tribunale Militare dell’ottava regione.Il Consiglio Generale del Giura ha preso una analoga iniziativa”
 
foto: Jean Moulin  
     

Sopra il prefetto Jean Moulin morto sotto le torture di Barbie.
Sotto il generale Charles Delestraint arrestato da Barbie e fucilato a Dachau.

 
     
foto: Charles Delestraint  
     
           
           
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