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Mentre tutti ciò accadeva Barbie continuava tranquillamente a
lavorare ad Augsburg. I pericoli però erano reali: l’alto
comando americano in Germania e la polizia tedesca lo ricercavano, sarebbe
bastato un banale incidente, un controllo o il tradimento per farlo cadere
nelle mani sbagliate. Il Distaccamento 66 del CIC che aveva la responsabilità di
Barbie e coordinava le operazioni di spionaggio in Germania decise che
Barbie doveva uscire dalla Germania. Le operazioni segrete per far fuggire
ex-nazisti e informatori dai paesi dell’Est comunista erano condotte
dal Distaccamento 430 del CIC che operava sul territorio austriaco. La
tecnica era abbastanza semplice: le persone da mettere in salvo venivano
trasportate lungo la “via del topo” (in codice “rat
line”) che dall’Austria conduceva in Italia e di qui verso
il Sud America. A gestire la “via del topo” era un prete
croato, padre Krunoslav Dragonovic. Si trattava a dire il vero di qualcosa
di più di un semplice prete. Dal 1945 era impiegato all’Istituto
Croato del Collegio di San Girolamo degli Illirici a Roma ed aveva organizzato
la fuga dalla Croazia del capo fascista Ante Pavelic e altri membri del
suo governo. La sua attività era nota agli americani e le vie
di fuga che poteva garantire solide ed efficaci. Secondo l’agente
del Distaccamento 430 del CIC Paul Lyon, Dragonovic era particolarmente
affidabile nel procurare documenti e coperture. Lyon in ogni caso sapeva
con chi aveva a che fare: “Dragonovic è conosciuto e schedato
come un fascista, un criminale di guerra, etc. e i suoi contatti con
diplomatici sudamericani della stessa risma non sono generalmente approvati
dai dirigenti del Dipartimento di Stato”. Cionostante secondo un
memorandum di Lyon del 1948 tra il CIC e Dragonovic si era instaurato
un buon accordo di collaborazione: “l’accordo consiste semplicemente
in una mutua assistenza cioè gli agenti assistono le persone che
Padre Dragonovic intende far espatriare dalla Germania e in cambio Padre
Dragonovic assiste gli agenti ad ottenere i visti necessari per l’Argentina,
il Sud America a favore di persone di interesse di questo Comando”.
Lyon sapeva bene che Padre Dragonovic operava per far espatriare i fascisti
croati e perciò precisava che “può essere che alcune
persone di interesse di Padre Dragonovic ricadano nella politica di denazificazione
degli Alleati. Tuttavia alle persone assistite da Padre Dragonovic sono
anche interessati i nostri alleati russi. Perciò questa operazione
non può ottenere alcuna approvazione ufficiale e deve essere condotta
senza ritardi e con la minima conoscenza pubblica”. |
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