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La villa nel 1915
Una villa nei dintorni di Berlino ...
Nella foto
Friedrich Minoux
Friedrich Minoux
Tra questi industriali vi era anche Ernst Marlier che commissionò il progetto all'architetto Paul Baumgarten, allievo di Alfed Messel innovatore dell'architettura tedesca a cavallo del secolo. Pare che Marlier amasse in modo particolare le due colonne in marmo italiano della facciata tanto che - affidando l'incarico a Baumgartner - gli avrebbe detto: "costruiscimi una casa intorno a queste colonne". Paul Baumgartner all'epoca era uno degli architetti più celebri a Berlino, alcuni anni prima, nel 1909, aveva costruito nei dintorni la villa del celebre pittore Max Liebermann. Nel 1915 Villa Marlier era completata. Ernst Marlier e sua moglie Margarete vi abitarono però soltanto per sei anni, la guerra rovinò gli affari di Marlier che fu costretto a vendere. Nel 1921 la villa e il suo giardino di 30.000 metri quadrati vennero venduti ad un altro industriale, Friedrich Minoux. Il nuovo acquirente aveva cominciato la sua carriera di imprenditore ad Essen per poi divenire direttore e braccio destro del magnate industriale Hugo Stinnes. Minoux non era semplicemente un industriale. Uomo di grandi ambizioni politiche si adoperò per trovare un accordo tra l'esercito e gli ultranazionalisti tedeschi. Il 21 febbraio 1923 nella villa si incontrarono il comandante dell'esercito tedesco Hans von Seeckt e l'ex generale Erich Ludendorff. Minoux auspicava un accordo comune per reagire all'occupazione francese della regione della Ruhr. Una reazione che avrebbe dovuto far cadere il governo democratico tedesco e insediare lo stesso Minoux a capo di un governo dittatoriale appoggiato da esercito e milizie ultranazionaliste. Il 25 ottobre 1923 Minoux si recò a Monaco di Baviera ed incontrò sia Ludendorff che Hitler. I tre uomini discussero di come sviluppare un colpo di Stato per rovesciare il governo. Fu una discussione inutile: Hitler non aveva alcuna intenzione in caso di vittoria di cedere il potere a Minoux. Così il 9 novembre 1923 i nazisti tentarono da soli il famoso Putsch che fallì miseramente conducendo Adolf Hitler in carcere. Minoux - troppo compromesso nel tentato colpo di Stato - pur essendo riuscito a non finire in prigione dovette ridimensionare le sue ambizioni. Lasciata la Stinnes fondò una una ditta commerciale per la vendita all'ingrosso di carbone. In realtà la vera attività di Minoux dal 1924 al 1938 fu quella di truffatore. Grazie alla sua posizione nel consiglio di amministrazione della GAS AG riuscì ad appropriarsi di 12 milioni di Reichsmark. Nonostante sin dal 1935 l'attività di Minoux fosse nota alle autorità, venne arrestato soltanto nel maggio 1940. Processato e condannato a cinque anni di prigione, Minoux cominciò a scontare la sua pena nel giugno 1942. Nel 1945 fece ritorno a Berlino dove morì quello stesso anno. Proprio mentre Minoux era agli arresti - nel novembre 1940 - la villa cambiò proprietario. Minoux la vendette per un milione e novecentocinquantamila Reichsmark alla Fondazione Nordhav. Dietro la quale c'era Reinhardt Heydrich e le sue SS. Formalmente la Fondazione Nordhav avrebbe dovuto curarsi del benessere degli uomini dell'SD, il servizio di controspionaggio nazista. In realtà attraverso di essa Heydrich acquistava proprietà per sé e per la moglie. In precedenza infatti - nel 1939 - la Fondazione Nordhav aveva acquistato una ampia tenuta nell'isola di Fehmarn confinante con la casa di sua moglie. Villa Marlier passava così nelle mani di Heydrich e sua moglie sotto la copertura di "foresteria" per gli ufficiali delle SS. Dopo la morte di Heydrich la Fondazione Nordhav di fatto si sciolse e la Villa venne venduta all'Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich (RSHA) nel febbraio 1943. La villa trasformata - questa volta realmente - in foresteria per ufficiali nazisti in missione a Berlino, ospitò nel 1944 i congiurati che tentarono di uccidere Hitler nel luglio 1944. Dopo la guerra fu abitata da militari russi e poi statunitensi. Successivamente trasformata in ostello scolastico è oggi sede di un museo di documentazione sull'Olocausto.
Nella zona sud occidentale di Berlino sorge l'elegante quartiere residenziale di Wannsee adagiato lungo le sponde del laghetto omonimo poco distante da Potsdam. All'inizio del Novecento la zona vide insediarsi un nutrito numero di industriali che per la bellezza della zona decisero di farsi costruire le proprie residenze.
La conferenza del Wannsee - 1