Tra i molti uomini che
Eichmann coordinava nei territori
occupati Kurt Asche fu il coordinatore della deportazione dal
Belgio.
L'11 giugno 1942 a Berlino Asche era presente alla riunione che decise la deportazione
degli ebrei dalla Francia, dal
Belgio
e dall'
Olanda. In questo senso fu
il principale responsabile dell'annientamento della Comunità Ebraica
belga.
Dopo il 1945 visse sotto falso nome sino agli anni Sessanta quando riassunse
la propria identità. Soltanto nel 1980 venne portato in giudizio insieme
ai suoi colleghi
Canaris ed
Ehlers.
Di fatto fu soltanto Asche che sostenne il processo davanti alla corte di Kiel.
Canaris fu giudicato inabile a sostenere il processo
e
Ehlers si suicidò.
Alla fine del processo Asche venne condannato - il 7 luglio 1981 - a sette anni
di prigione.
Il presidente del tribunale si scusò della mitezza della pena sostenendo
che l'imputato (allora settantunenne) era alla fine della vita. Asche durante
il processo si difese anche di fronte alla prove più schiaccianti sostenendo
di non aver fatto, visto o sentito nulla. Dopo aver scontato la condanna Asche
se ne ritornò a vivere ad Amburgo godendo della sua pensione. Oggi (2002)
risulta essere ancora in vita.