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Erich von dem Bach-Zelewski nacque il 1° marzo 1899 a Lauenburg in Pomerania da una famiglia aristocratica.
Ufficiale di carriera combatté nella I Guerra Mondiale. Nel 1920 dopo aver militato nei Freikorps venne integrato nell'Esercito. Nel 1930 si iscrisse al Partito Nazionalsocialista e l'anno successivo alle SS.
Dal 1932 al 1944 fu ininterrottamente deputato al Parlamento. in rappresentanza del distretto di Breslau.
A partire dal 1934 fu comandante delle SS e della Gestapo in Prussia Orientale e Pomerania. Nel 1939 venne promosso generale e nel 1941 generale delle SS.
Erich Bach-Zelewski, ritratto, busto
Erich Bach-Zelewski, ritratto, busto
Erich Bach-Zelewski
Quando la Germania invase l'Unione Sovietica venne nominato Comandante delle SS e della Polizia del Gruppo Armate Centrali in Russia.
Il suo impegno si indirizzò verso lo sterminio degli ebrei.
Il 31 ottobre 1942 dopo il massacro di 35.000 ebrei a Riga scrisse "Non ci sono più ebrei in Estonia". Organizzò e partecipò ai massacri di Minsk e Mogilev.
Nel luglio 1943 Fu nominato responsabile per la lotta antipartigiana su tutto il fronte orientale e nei Balcani.
Nel 1944 fu comandante delle truppe che soffocarono la rivolta di Varsavia. Assai stimato da Hitler per le sue doti organizzative venne promosso generale di corpo d'armata verso la fine della guerra.

Arrestato dagli Alleati, per timore di essere consegnato ai Russi accettò di testimoniare al Processo di Norimberga. Nel marzo 1951 venne giudicato da un tribunale di denazificazione e condannato a 10 anni di arresti domiciliari.
Fu di fatto l'unico responsabile dei massacri di massa ad autodenunziarsi ma, grazie alla sua collaborazione con i giudici, non venne mai incriminato per le atrocità commesse.
Nel 1961 venne nuovamente arrestato e giudicato per la sua partecipazione alla "Notte dei lunghi coltelli" e agli assassinii di Rohm e delle SA. Per queste imputazioni venne condannato a 4 anni e mezzo. Nel 1962 venne incriminato per l'omicidio di 6 militanti comunisti nel 1933, condannato all'ergastolo morì nell'ospedale della prigione di Munich-Harlaching l'8 marzo 1972.