| Laszlo Baky |
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| Nacque il 13 settembre 1889 a Budapest.
Fu ufficiale della Gendarmeria arrivando sino al grado di maggior generale
nel 1938. Per dedicarsi all'attività politica nei gruppi di estrema
Destra diede le dimissioni. Militò nel partito delle Croci Frecciate di Szalasi e venne eletto nelle fila di questo partito al Parlamento ungherese. Il 12 settembre 1941 abbandonò le Croci Frecciate per rifondare il Partito Nazionalsocialista Ungherese. Usò il quotidiano del partito e la tribuna parlamentare per scrivere e pronunciare discorsi antisemiti di violenza inaudita. Contemporaneamente era sul libro paga dei servizi segreti nazisti cui forniva informazioni sugli sviluppi politici dell'Ungheria. All'inizio del 1944, insieme a Laszlo Endre venne nominato sottosegretario agli Interni e specialista per la "soluzione della questione ebraica". Il 26 giugno venne sollevato dall'incarico. Si dimise nel settembre 1944 quando Horthy nominò il generale Lakatos nuovo premier dell'Ungheria. Nell'ottobre del 1944, quando Szalasi con le sue Croci Frecciate, rovesciò il governo, Baky si riavvicinò al suo ex compagno di partito. Szalasi lo reintegrò nel suo incarico e Endre proseguì nella sua opera di persecuzione degli Ebrei di Budapest. Riguardo al suo lavoro disse: "considero il mio lavoro dipendente dalla finale e totale liquidazione della Sinistra e della feccia giudaica". All'arrivo dei Sovietici fuggì in Austria dove venne catturato dagli Alleati. Consegnato alle autorità ungheresi venne da queste processato e condannato a morte. Fu giustiziato il 29 marzo 1946. |
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| Bibliografia Braham, Randolph L., The politics of genocide : the Holocaust in Hungary, Rosenthal Institute for Holocaust Studies, Graduate Center/City University of New York Social Science Monographs Distributed by Columbia University Press, New York Boulder New York, 1994. Nagy-Talavera, Nicholas M., The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Portland 2001. |
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