Gottlob Berger nacque a Gerstetten nel Wurttemberg il 16 luglio 1896.
Fu ufficiale durante la Prima Guerra Mondiale durante la quale venne gravemente
ferito e decorato con la la Croce di Ferro di 1a e 2a classe.
Al termine della guerra si aggregò ai Freikorps divenendo successivamente
membro delle SA.
Dopo l'assassinio di Rohm entrò nelle SS. Entrò nella cerchia
degli amici di
Himmler e, grazie al suo appoggio,
diede inizio ad una brillante carriera. In successione venne nominato Capo dell'Ufficio
sportivo delle SS, Capo dell'Ufficio centrale per il reclutamento delle Waffen-SS
(aprile 1940).
Fu responsabile per l'amministrazione dei membri tedeschi e non tedeschi delle
SS.
Fu anche l'addetto di Himmler presso il ministro
Rosenberg.
Dopo il 20 luglio 1944 divenne responsabile per gli affari inerenti i prigionieri
di guerra.
Processato a Norimberga venne condannato a 25 anni di carcere. Usufrendo di
uno sconto di pena venne rilasciato nel 1951.
Morì a Gerstetten il 5 gennaio 1975.
L'assassino che morì
nel suo letto
La storia di Gottlob Berger è per certi versi l'esempio della "non
giustizia" che i processi del dopo guerra esercitarono verso i criminali
nazisti.
Berger non fu soltanto un "burocrate dello sterminio" ma uno dei principali
ingranaggi della macchina della morte nazista.
Fu coautore di un libro infame dal titolo "Der Untermensch" ("Il
subumano"), un opuscolo rivoltante contro gli ebrei il cui contenuto Berger
mostrò di saper applicare.
Dopo l'agosto 1944 troviamo Berger in
Slovacchia.
Nelle quattro settimane nelle quali operò fu determinante per risolvere
la "questione ebraica" in Polonia: 70.000 ebrei vennero deportati,
65.000 non sopravvissero.
Spinse affinché in
Ungheria fossero i tedeschi a prendere nelle loro
mani lo sterminio degli ebrei.
Fu l'ideatore del più sanguinario nucleo di unità di sterminio
e amico del suo comandante Oskar
Dirlewanger.
Ciononostante questo assassino è morto quietamente nel suo letto.