Kurt Bolender nacque il 21 maggio 1912. Apparteneva al
programma
di eutanasia e come tale era incaricato della cremazione dei cadaveri. All'inizio
del 1942 venne inviato a
Sobibor
ed incaricato delle operazioni di cremazione del Campo III. Era particolarmente
brutale: si recava sino alla piattaforma di scarico all'arrivo dei prigionieri
e si divertiva a fracassare la testa ai bambini sulle pareti dei vagoni.
Venne trasferito a
Treblinka
nel settembre 1942.
Dopo la guerra si persero le sue tracce ma venne arrestato nel maggio 1961.
Lavorava come facchino in un albergo di Amburgo ed aveva assunto il falso nome
di Brenner. Da notarsi che tradotto letteralmente "Brenner" potrebbe
essere tradotto come "bruciatore". Durante la perquisizione della
sua casa la polizia ritrovò il manico della sua frusta che era stato
lavorato a mano dall'orefice ebreo Szlomo Szmajzner. Szmajzner, uno dei pochi
sopravvissuti di
Sobibor,
vi aveva inciso le iniziali di Bolender: "KB".
Mentre era in attesa di giudizio si impiccò nella sua cella nel carcere
di Hagen nel dicembre 1965.