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Martin Bormann
"Gli slavi lavorino per noi. E nei limiti in cui non ne abbiamo bisogno che crepino pure"
                                                             Martin Bormann

"Lui è un toro, però voglio che tutti lo sappiano: chi se la prende con Bormann è come se se la prendesse con me, e quindi farò fucilare chiunque si ribellerà a quell'uomo"
                                                             Adolf Hitler
Martin Bormann, ritratto in divisa, pp
Uscito di prigione e senza denaro si unì di nuovo ad un altro Freikorp: il "Frontbann".
Nel 1925 aderì al Partito Nazista.
Venne impiegato come contabile e autista per il foglio propagandistico "Der Nationalsozialist".
Passò poi alle SA e tra il 1928 ed il 1930 fu chiamato a Monaco di Baviera dove gli venne affidato il Centro di Assistenza che si occupava delle spese mediche per i nazisti rimasti feriti negli scontri di piazza. Le doti organizzative di Bormann si rivelarono in quest'incarico: nel 1932 il Centro di Assistenza contava cento collaboratori, un bilancio di tre milioni di Reichsmark ed era divenuto un vero e proprio "ministero delle finanze" del Partito Nazista.
Nel 1929 si sposò con Gerda Buch, figlia di di Walter Buch giudice del tribunale del Partito. Alle nozze ebbe come testimoni Adolf Hitler e Rudolf Hess. Pur favorito dal matrimonio apparentemente Bormann non fece carriera. Rimase un esecutore apprezzato per la sua efficienza da Hitler.
Nell'estate del 1933 venne chiamato da Hess a Berlino per occuparsi della sua segreteria.
Quando Hess fuggì in Gran Bretagna nel 1941 Bormann divenne segretario di Hitler con il compito di amministrarne le finanze personali. Finanze che erano garantite dal "Fondo Adolf Hitler dell'industria tedesca" che gli industriali versavano al Führer (305 milioni di marchi tra il 1933 ed il 1945). L'incarico venne comunicato in questo modo: "L"ufficio finora conosciuto come quello del vicario del Führer assume la denominazione di segreteria del partito e mi sarà direttamente sottoposto. Se ne occuperà, come ha fatto fino a oggi, il camerata dirigente nazionale Martin Bormann. Firmato Adolf Hitler". Era di fatto la grande occasione di Bormann.
Il 12 aprile 1943 venne nominato ufficialmente segretario del Führer. Dopo l'attentato del 20 luglio 1944 si impegnò nella caccia ai presunti responsabili.
Negli ultimi mesi della guerra fu l'artefice della creazione della Volksturm la milizia popolare di difesa composta da vecchi e bambini. Morì nella notte tra il 1° e il 2 maggio 1945 cercando di fuggire dalla Cancelleria di Berlino assediata dai Sovietici.
Nel 1973 durante degli scavi vennero rinvenuti resti umani che gli anatomo-patologi tedeschi attribuirono a Bormann.



segue: Il ruolo di Martin Bormann nel processo di sterminio >>
Nacque il 17 giugno del 1900 ad Halberstadt, presso Weimar. Il padre, Theodor, era un piccolo impiegato delle poste rimasto vedovo con due figli che si era risposato con Antoine che dopo Martin gliene diede altri due.
Nel 1904 perse il padre. La madre, trovandosi in difficoltà economiche, si affrettò a risposarsi con Albert Vollborn, direttore di una agenzia bancaria.
Durante la Prima Guerra Mondiale fu arruolato nel 1918 come attendente di un ufficiale. Il reggimento nel quale era stato inquadrato tuttavia non fece a tempo ad essere schierato sul fronte prima della fine della guerra.
Tra il 1922 ed il 1923 si unì al Freikorp Rossbach.
Nel 1923 fu implicato nell'omicidio del maestro elementare Walter Kadow, trucidato perché ritenuto "spia dei bolscevichi". Complice di Bormann nell'omicidio fu Rudolf Höss che, più tardi sarebbe divenuto comandante del campo di sterminio di Auschwitz. Bormann venne condannato ad un anno di prigione solo per aver procurato la pistola usata nel delitto.
foto ricordo di gruppo
Il matrimonio di Barmann con Gerda Buch, tra gli altri in divisa nazista i due testimoni: Hitler, secondo da destra, e Hess, primo a sinistra.