Walther Brauchitsch

Brauchitsch era il candidato ideale per ricoprire in modo servile un incarico
del genere, oltre ad essere portato all'ubbidienza ricevette un supporto finanziario
di 80.000 Reichsmark direttamente da Hitler per poter mantenere la moglie
dalla quale aveva divorziato nel frattempo per sposare Charlotte Schmidt.
Quando venne avvicinato nel 1938 da altri militari che progettavano un attentato
a Hitler rispose: "Personalmente non intendo far nulla ma non fermerò
nessuno che voglia far qualcosa". Quando il colpo di Stato fallì
ignorò il generale Beck che lo scongiurava di far intervenire l'esercito.
Tra il 1939 ed il 1941 Brauchitsch fu impegnato ad eseguire e a far accettare
dall'esercito il pensiero strategico di Hitler facendo da cuscinetto tra il
dittatore e i suoi generali. Ebbe l'incarico di preparare un piano per assalire
l'unione sovietica. Quando Keitel e Warlimont
diramarono l'infame '"Ordine dei Commissari" che prevedeva l'eliminazione
fisica di tutti i Commissari Politici del Partito Comunista Sovietico catturati
dai Tedeschi sia direttamente sia consegnandoli alle Einsatzgruppen, Brauchitsch
dovette impegnarsi. Sapeva che i comandanti dell'esercito avrebbero avuto
obiezioni ad un ordine che li implicava pesantemente nella condotta barbara
della guerra ad Oriente. Per questo si spese in prima persona e inviò
il tenente generale Eugen Müller presso tutti i comandanti per spiegare
le ragioni dell'ordine.
La fedeltà di Brauchitsch era pari soltanto alle sue scarse doti di
comando. Davanti a Mosca assediata Brauchitsch aveva dichiarato pubblicamente
il 1° dicembre 1941 che le truppe russe non avevano più alcun gruppo
di riserva. Il 5 dicembre i russi scattavano all'offensiva respingendo indietro
i tedeschi. Hitler il 19 dicembre di fronte alla sconfitta destituì
Brauchitsch assumendo il comando dell'esercito. Sparito dalla scena per il
resto della guerra Brauchitsch ne riemerse all'indomani del fallito attentato
a Hitler del 20 luglio 1944. Temendo di poter essere coinvolto nella feroce
rappresaglia di Hitler contro i cospiratori pubblicò un articolo sul
"Volkischen Beobachter" di Streicher
nel quale oltre a condannare l'attentato lodava la decisione di nominare Himmler
comandante in capo dell'esercito territoriale (il Volkssturm). In più
si impegnò nel denunciare numerosi ex colleghi.
Dopo la guerra venne arrestato e giudicato a Norimberga con l'accusa di essere stato complice di Hitler nella guerra di aggressione e di crimini contro l'umanità. Si difese negando di aver mai ricevuto denaro da Hitler, sostenne di non essere al corrente delle atrocità compiute in Polonia (fatto questo smentito dalla fitta corrispondenza che gli venne indirizzata dai generali che protestavano per le atrocità delle SS). Sostenne addirittura di non aver compreso le implicazioni criminali dell'"Ordine dei Commissari". Brauchitsch, che era detenuto in un campo di prigionia inglese, venne trasferito in Germania ad Amburgo per il processo. Morì prima che lo si potesse giudicare il 18 ottobre 1946.
