Werner Braune nacque l'11 aprile 1909 a Mehrstedt. Studiò legge a
Jean, Bonn e Monaco di Baviera ed esercitò la carriera di avvocato.
Aderì al Partito Nazionalsocialista il 1° luglio 1931 ed entrò
nelle SS il 18 novembre 1934. Nel 1940 era capo della Gestapo di Wesermuende.
Fratello di Fritz Braune comandante del Sonderkommando
4b, ebbe il comando dell'Einsatzkommando 11b unità mobile di sterminio
dipendente dall'Einsatzgruppe
D. Successivamente Braune fu impiegato nei Servizi di Sicurezza
a Oslo e ad Halle. Processato dopo la guerra venne impiccato il 7 giugno 1951.
L'azione più famosa alla quale questo macellatore di uomini su scala
industriale fu il massacro di Simferopol che tra l'11 ed il 13 dicembre vide
l'eliminazione di 14.300 ebrei.
Interrogato su questo episodio Braune rispose:
"Il fatto avvenne sotto la mia responsabilità. Mi trovai quella volta sul luogo dell'esecuzione con Otto Ohlendorf e lì ci convincemmo che le esecuzioni avrebbero dovuto aver luogo secondo le direttive impartite dallo stesso Ohlendorf all'inizio della nostra missione. Personalmente mi recai sul posto diverse volte per sovrintendere all'operazione ...furono sempre presenti il capo del mio sub-kommando l'SS-Sturmbannführer Schulz, il comandante della compagnia di polizia, e, credo, un altro capitano"
L'operazione di massacro a Simferopol - come testimoniato da Braune - venne condotta a termine in tutta fretta: il comandante della 11a Armata generale von Manstein aveva dato ordine che la città fosse ripulita dagli ebrei prima di Natale. In riferimento a quest'ordine Braune ricordava:
"L'esercito ci disse «vogliamo che sia tutto finito prima di Natale». All'epoca non fui in grado di capire quali fossero le ragioni di questa disposizione. Forse si trattava di motivi strategici, di ragioni militari che obbligarono l'esercito a darci quell'ordine. Forse si trattava di questioni territoriali . Forse di approvvigionamento. L'esercito a quel tempo temeva che decine di migliaia di persone sarebbero potute morire di fame durante l'inverno a causa della scarsezza di rifornimenti"
Le esecuzioni continuarono anche dopo Natal: un'altra operazione fu condotta il 12 gennaio 1942. Alla domanda se in questa operazione vennero uccisi ebrei Braune con una gelida calma rispose:
"Signor Procuratore, se c'erano ebrei vennero fucilati esattamente come tutti gli altri ebrei"
Gli venne chiesto se gli ebrei erano stati processati prima di essere uccisi e Braune con la stessa calma replicò:
"Signor Procuratore, credo che si sia fatta adeguatamente chiarezza sul fatto che l'ordine che avevamo ricevuto rendeva inutile la conduzione di processi contro gli ebrei"
In una successiva esecuzione a Eupatoria vennero massacrate 1.184 persone per rappresaglia. Braune ammise che "c'erano tra le persone eliminate alcune che non avevano partecipato all'assassinio di soldati tedeschi o che non avevano partecipato alle attività dei franchi tiratori"

Foto: USHMM, Washington

Foto: National Archives, Maryland