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Walter Buch

Figlio di un giudice, Walter Buch nacque a Bruchsal, nel Baden il 24 ottobre 1883.
Dopo aver combattuto nella Prima Guerra Mondiale si iscrisse alle SA nel 1922 divenendo il comandante delle SA di Norimberga e, come tale, partecipò al fallito colpo di Stato di Hitler nel 1923.
Promosso presidente del Tribunale Supremo del Partito NazionalSocialista. In questa carica si attenne sempre alle disposizioni di Hitler. Nel febbraio 1939 - ad esempio - dopo la "Notte dei Cristalli" che si concluse con una lunga serie di omicidi di ebrei, Buch giudicò trenta nazisti che avevano commesso "eccessi" durante il pogrom. Di questi trenta, ventisei avevano ucciso ebrei.
Buch sostenne che gli assassini non dovevano essere espulsi dal Partito perché non vi erano da intravedere"motivazioni ignobili" nel loro comportamento omicida. Allo stesso modo si adoperò affinché la giustizia ordinaria facesse decadere le accuse.
Pur essendo suocero del sempre più potente Martin Bormann, Buch rimase una figura di secondo piano pur essendo stato promosso Reichsleiter. Il suo potere venne gradatamente svuotato di contenuto a favore dell'SD.
Catturato dagli Alleati venne incarcerato in Baviera ma riuscì a suicidarsi il 15 settembre 1949.