Tornato in Romania nel
1923 riprese i contatti con Cuza insieme al quale fondò
un movimento politico: la "Lega di difesa del nazionalismo cristiano".
Tutta l'azione politica del movimento era guidata da un feroce antisemitismo.
Quando il re Ferdinando il 28 marzo 1923 modificò
la Costituzione consentendo agli ebrei di ottenere la cittadinanza romena
Codreanu e Cuza trasformarono l'attività politica
della Lega in attività terroristica.
Il 25 ottobre 1925 Codreanu uccise a revolverate il del capo della polizia
di Iasi che si era opposto agli attacchi violenti contro gli ebrei della città.
Nonostante l'assassinio Codreanu venne condannato
a soli sette mesi di carcere e riebbe la libertà all'inizio del 1927.
Durante il periodo speso in carcere Codreanu approfondì il suo credo
politico antisemita sviluppando quel misticismo religioso che era alla base
della sua educazione. Sostenendo d'aver avuto una visione mistica dell'arcangelo
Michele sviluppò la convinzione che la Romania
sarebbe rinata solo dopo la scomparsa degli ebrei dal Paese.
Uscito di prigione fondò un nuovo movimento politico: i "Fratelli
della Croce" modellato sulle unità paramilitari tedesche. Il movimento
ebbe vita breve ma Codreanu non si scoraggiò.
Il 24 giugno 1927 fondò una altro movimento chiamandolo questa volta
"Legione dell'Arcangelo Michele" e autoproclamandosi "capitano".
La "Legione" operò come l'ennesimo gruppo che intese la politica
come azione violenta.
Tra gli innumerevoli atti terroristici il più famoso fu il tentativo
di massacro degli ebrei della città di Oradea e l'incendio della sua
sinagoga.
La morte del re Ferdinando, il debole governo
di reggenza e, soprattutto la salita al trono dell'inetto re Carol
II nel 1930 favorirono i piani di Codreanu.
Fu proprio il 20 giugno 1930 che nacque la "Guardia
di Ferro" il braccio armato della "Legione" di Codreanu
modellata sull'esempio delle SS. Alimentandosi con giovani disgustati dalla
politica corrotta e inefficace di Carol II la "Guardia
di Ferro" accentuò la sua pratica politica violenta.
Già nel dicembre 1930 fallì un tentativo di omicidio condotto
contro il direttore del giornale comunista "Dimineata".
A seguito dell'intensificarsi delle azioni violente l'11 gennaio 1931 il governo
sciolse la "Guardia di Ferro" e arrestò
Codreanu che trascorse altri due mesi in carcere.

