L'apprendistato di un traditore
Il collaborazionismo con i nazisti nel
Belgio
francofono si identifica con il nome di Leon Degrelle, un personaggio che nel
dopoguerra rappresenterà per buona parte del neofascismo europea una
sorta di icona tra il nostalgico e l'eroicismo decadente.
Degrelle nacque il 15 giugno 1906 a Bouillon nel
Belgio
vallone. Fu allievo dell'ideologo estremista Charles Maurras. Quest'ultimo predicava
un ritorno alla tradizione monarchica e cattolica della Francia medioevale in
opposizione a tutti gli sviluppi del pensiero moderno (razionalismo, liberismo,
socialismo, etc.). Fondatore del movimento monarchico "Action Française",
Maurras si ispirava al pensiero dei controrivoluzionari del XVIII secolo sul
quale fondò la "Revolition nationale", un manifesto politico
che vagheggiava la rifondazione della società su tre pilastri: famiglia,
professione, nazione.
Degrelle, imbevuto di questo monarchismo antimoderno, cercò di realizzarne
i propositi politici all'interno della "Azione Cattolica" nella quale
militava. Il tentativo non fu particolarmente fruttuoso: Degrelle venne espulso
nel 1934. Tuttavia, a differenza del suo maestro, Degrelle non era un filosofo
ma un politico ambizioso e deciso a conquistare il potere.
Nel 1935 fondò il movimento Rexista che prendeva il suo nome dal motto
"Christus Rex". Si trattava di uno strano miscuglio di populismo demagogico,
teorie antimoderniste e un cattolicesimo di retroguardia che animavano un programma
politico destinato a far leva sulle insicurezze e sulle paure della gente comune.
Presentatosi alle elezioni belghe del 1936 il movimento rexista ottenne 21 seggi,
una affermazione ragguardevole che portò Degrelle in Parlamento. Tuttavia
già nelle elezioni del 1939 i consensi calarono vistosamente.
Nel maggio 1940 - quando i tedeschi invasero il
Belgio
- Degrelle pur godendo dell'immunità parlamentare venne arrestato e inviato
in Francia nel campo di concentramento di Le Vernet. Quando
Belgio
e Francia si arresero all'esercito tedesco Degrelle venne liberato e riportato
in
Belgio dagli invasori.
Leon Degrelle durante un comizio a metà degli anni Trenta.