Leon
Degrelle - 4
La
"Legion Wallonie" all'Est: delusioni e sconfitte
La prima delusione per Degrelle al suo arrivo al campo di addestramento di Meseritz
in Polonia, fu il congedo di 268 "legionari" giudicati inabili all'attività
militare.
La notizia che l'esercito tedesco non intendeva portare la "Legion"
sulla linea del fronte fui un altro duro colpo.
I "legionari" sarebbero stati utilizzati in attività antipartigiane
nelle retrovie.
I "legionari" che il 25 agosto 1941 giurarono fedeltà ad Hitler
non avevano modo di cogliere quella vittoria che Degrelle voleva con tanta ostinazione.
Ben presto all'interno degli ufficiali i aprirono dissidi e contrasti. Degrelle
espulse dal partito e dalla legione Fernand Rouleau, diversi ufficiali se ne
tornarono a casa. Le attività contro i partigiani tra il novembre 1941
ed il gennaio 1942 erano le meno adatte per coprirsi di gloria.
L'occasione tanto attesa arrivò soltanto nel febbraio 1942.
La "Legione" si acquartierò presso il villaggio di Gromowabajalka
il 17 febbraio. Il 28, all'alba i russi attaccarono improvvisamente.
Degrelle venne evacuato nel villaggio di Liboutsy e i legionari rischiarono
seriamente di essere travolti dai russi. Soltanto il coraggio del comandante
Pauly riuscì a ristabilire la situazione.
Il pericolo corso dai "legionari" e la prova ben poco guerriera di
Degrelle non erano certamente un buon inizio.
Con un po' di propaganda Degrelle contrabbandò lo scontro come un'epica
battaglia nella quale con il suo eroismo si era guadagnato la Croce di Ferro.
Al di là della grancassa propagandistica Degrelle sapeva che non era
con questi episodi che si sarebbe guadagnato i favori politici nazisti.
Al 13 marzo 1942 la situazione era sconsolante. La "Legione" era una
forza numericamente ridicola. Gli scontri avevano messo fuori combattimento
115 uomini tra morti, feriti e dispersi. Con i rimanenti 477 uomini si poteva
fare ben poco. Occorreva reclutare altri uomini.
Non era possibile promettere una rapida conclusione della campagna come si era
fatto in precedenza. Occorreva reclutare degli idealisti cioé dei giovani.
La seconda campagna di reclutamento venne allora diretta verso il movimento
giovanile rexista diretto da John Hagemans.
Nel marzo 1942 Hagemans aveva raccolto 364 giovani militanti che raggiunsero
la legione portando i suoi effettivi a poco meno di 1.000 uomini.
Dal giugno 1942 Degrelle ordinò di battere i campi di prigionia dove
erano reclusi soldati dell'esercito belga. Furono visitati 26 campi raccogliendo
nel giro di un anno soltanto 192 uomini e 3 ufficiali.
Ci si rivolse allora ai campi di lavoro forzato tedeschi dove le cose andarono
meglio: 1.310 lavoratori coatti belgi si arruolarono per sfuggire alle condizioni
orribili cui erano sottoposti. Rimpolpata in questo modo la Legione - e Degrelle
soprattutto - continuò a cercare la battaglia politicamente utile.

John Hagemans, capo del movimento giovanile rexista. Grazie a lui 364 adolescenti
si arruolarono nella "Legione". Hagemans morirà in combattimento
nell'agosto 1942.