Nato a Solingen il 19 marzo 1906, crebbe a Linz, capoluogo dell' Austria superiore,
dove la sua famiglia si era trasferita. Non terminò né gli studi
liceali né quelli di perito tecnico. Dopo un periodo di tirocinio lavorò,
tra il 1925 e il 1933, come venditore e commesso viaggiatore, da ultimo presso
la Vacuum Oil Company AG di Vienna.
Il 10 aprile 1932 aderì al Partito nazionalsocialista austriaco (tessera
n. 889895) e alle SS (tessera n. 45326).
In seguito al divieto governativo che colpì le due organizzazioni (19
giugno 1933), Eichmann si trasferì in Germania, dove seguì corsi
d'addestramento militare con altri membri austriaci delle SS.
Per sottrarsi alla noia dei campi di addestramento di Lechfeld e Dachau, chiese
di entrare nel Servizio di sicurezza, una formazione delle SS addetta alla difesa
e protezione delle più alte personalità naziste.
Dal 10 ottobre 1934 fu assegnato all'Ufficio centrale dell'SD a Berlino, il
cui capo era
Heydrich. Nel 1934 l'SD, originariamente
creato per proteggere le organizzazioni naziste da infiltrati e fornire informazioni
alla NSDAP, fu trasformato nell'unico servizio (non militare) di informazioni
dello Stato nazista, diventando così l'istituzione che assunse anche
incarichi strategici nella lotta contro gli avversari reali o supposti del regime.
Nella sezione alla quale fu assegnato, Eichmann si occupò da subito della
"questione ebraica", incarico che prevedeva il censimento e il controllo
delle organizzazioni ebraiche nel paese e all'estero, la pianificazione dell'emigrazione
forzata degli ebrei dalla Germania e lo studio dei provvedimenti repressivi
finalizzati a tale obiettivo.
Nel 1937, Eichmann si recò, insieme con il suo superiore Herbert Hagen,
ad Alessandria d'Egitto e al Cairo per verificare le reali possibilità
di trasferimento degli ebrei in Palestina e stringere contatti con i circoli
antisemiti arabi.
Nel 1938, durante l'annessione dell'Austria, fece parte di un comando speciale
del SD e diresse, a Vienna, il neonato
Ufficio
centrale per l'emigrazione ebraica (Zentralstelle für Jüdische
Auswanderung). Il suo incarico consisteva nel costringere all'emigrazione gli
ebrei viennesi, preventivamente derubati di tutti i loro averi.
Eichmann operò con tanta brutalità e con tanto successo da indurre
Heydrich a considerare la prassi messa a punto da Eichmann esemplare e da raccomandarne
l'adozione anche nel vecchio Reich, dove era imminente il ricorso alla stessa
politica.
Nell'aprile 1939 Franz Walter Stahlecker, già superiore di Eichmann a
Vienna, lo fece trasferire a Praga incaricandolo di organizzare e avviare la
fuga in massa degli ebrei cecoslovacchi dal Protettorato di Boemia e Moravia.
Alla fine del 1939 Eichmann si spostò da Praga a Berlino, lasciando però
la sua famiglia nel Protettorato, dove essa rimase fino alla fine della guerra.
A Berlino fu assegnato alla Direzione generale per la sicurezza del Reich (
RSHA),
che era sorta durante il suo soggiorno praghese, diventando il responsabile
della neonata sezione speciale Evacuazione (21 dicembre 1939), deputata all'attuazione
di quanto era stato deciso dopo la vittoria sulla Polonia, vale adire la germanizzazione
dei territori annessi al Reich.
Suo compito era organizzare materialmente l'espulsione dei polacchi e degli
ebrei da quei territori e il loro trasferimento nel Governatorato generale.
In un piano di ripartizione delle attività del 5 febbraio 1940, la sezione
"Emigrazione ed evacuazione" figura per la prima volta con la famigerata
sigla
IV B 4.
Il 10 marzo 1941 la denominazione della sezione risulta mutata in "Questioni
ebraiche ed evacuazione": il termine emigrazione era venuto meno, dal momento
che, causa la guerra, il flusso migratorio si era notevolmente ridotto. Stando
a un nuovo piano di ripartizione delle attività, entrato in vigore il
10 ottobre 1943, la sezione di Eichmann aveva ampliato le proprie competenze,
occupandosi ora anche delle questioni attinenti alla privazione della cittadinanza,
che gli ebrei tedeschi perdevano automaticamente con la deportazione, e al sequestro
dei beni, materialmente gestito dalla Direzione generale delle Finanze.
L'ufficio di Eichmann si trovava nel centro di Berlino, in Kurfürstenstrasse,
dove occupava otto-dieci stanze, e disponeva di circa cinque collaboratori.
Nel 1940 e all'inizio del 1941, in veste di responsabile della sezione
IV
B 4, Eichmann, che lavorava a contatto con gli uffici della Reichsbahn e
della cosiddetta Ostbahn del Governatorato generale, maturò esperienze
di organizzazione nel trasporto di masse di uomini, il cui destino futuro lo
lasciava indifferente.
Egli fu corresponsabile della rovina che colpì decine di migliaia di
polacchi e di ebrei e della situazione caotica venutasi a creare nel Governatorato
generale, la quale, nel 1941, fu presa a pretesto dai governanti locali per
chiedere il "trasferimento" verso Est degli ebrei. Eichmann, che nel
1940 fece un viaggio di servizio nei territori occupati, conosceva dunque personalmente
le conseguenze del suo operato. All'epoca egli fu inoltre coinvolto nelle prime
operazioni di deportazione di ebrei in Polonia orientale, che erano cominciate,
ma poi erano state sospese, nell'ex Austria e nel territorio dell'ex Cecoslovacchia.
L'invasione dell'Urss, avvenuta il 22 giugno 1941, e la decisione, maturata
preventivamente, di dare il via allo sterminio di tutti gli ebrei, segnarono
una svolta decisiva nell'attività di Eichmann.
Grazie ai "rapporti sulla situazione" delle Einsatzgruppen della Polizia
di sicurezza e del SD, che venivano inviati per conoscenza anche a Eichmann,
era informato dei massacri sistematici compiuti dalle unità speciali.
Sapeva anche che i trasporti di ebrei tedeschi "verso Est", da lui
organizzati portavano le vittime davanti ai plotoni di esecuzione.
Successivamente, in veste di imputato, egli sostenne che nel 1941 era venuto
a conoscenza delle fucilazioni eseguite dalle Einsatzgruppen, ma non del fatto
che esse fossero parte di una soluzione globale preventivamente decisa, cioè
del piano di sterminio di massa. Le dimensioni di quel piano egli le avrebbe
apprese solo durante la conferenza del Wannsee.
Tuttavia, prima che questa si svolgesse - e ciò si basa solo sulle sue
dichiarazioni e non su prove documentali -, egli era stato mandato più
volte nei campi di sterminio dal suo capo Heinrich Müller per accertarsi
di persona del loro funzionamento: aveva assistito a una fucilazione eseguita
da una Einsatzgruppe e potuto osservare come un gruppo di ebrei polacchi, provenienti
soprattutto dal ghetto di Litzmannstadt (
Lodz),
trovasse la morte nelle camere a gas mobili - introdotte nel dicembre 1941 -
azionate da un reparto speciale delle SS a Kulmhof (Chelmno) nel Wartheland.
Dopo la conferenza del Wannsee Eichmann dispose un'accurata indagine sugli ebrei
residenti nel territorio del Reich, che dovevano essere deportati all'Est o
nel ghetto per anziani di
Theresienstadt.
Ciò avvenne allo scopo di procedere nel più razionale dei modi
e di inserire il maggior numero di ebrei nei trasporti su rotaia.
Quando le vittime non erano uccise nelle immediate vicinanze delle loro abitazioni,
come avveniva invece nel territorio dell'Urss, la "percentuale di successo"
di Eichmann dipendeva da tre fattori: dalla messa a disposizione dei mezzi di
trasporto da parte della Reichsbahn (ferrovie tedesche) e dalla meticolosa elaborazione
degli orari ferroviari, dalla precisione con cui lavoravano gli uffici della
Gestapo in Germania e nei territori occupati e dalla perfezione con cui era
organizzata la macchina dello sterminio nei lager di Auschwitz e della Polonia
orientale (
Belzec,
Sobibor,
Treblinka).
Questi campi di sterminio non dipendevano da Eichmann, tuttavia egli vi si fece
inviare più volte per rendersi conto della loro capacità e assicurare
il perfetto funzionamento di tutti gli ingranaggi dell'apparato omicida.
Il tardo tentativo di Eichmann di presentarsi come un capomovimento della morte
privo di potere, niente affatto responsabile del destino del carico umano a
lui affidato, risultò pietoso quanto grottesco.
Per di più, dal momento che l'ufficio di Eichmann e il suo funzionamento
risultavano decisivi ai fini della velocità con cui i detentori del potere
nazisti si avvicinavano alloro obiettivo di "soluzione finale" totale,
a partire dal 1941 l'Obersturmbannführer prese, influenzò e mise
in atto numerose decisioni che determinarono il destino di singoli o di piccoli
gruppi mandandoli incontro alla morte.
In ragione del suo incarico, durante gli anni di guerra, Eichmann si recò
più e più volte in quasi tutti i paesi e territori occupati: Cecoslovacchia,
Francia, Belgio e
Paesi Bassi,
Danimarca,
Italia e Unione Sovietica.
Fino al 1944 Eichmann fu il prototipo dell'assassino da scrivania, poi fu posto
a capo di un comando speciale, incaricato di organizzare sul luogo, e in collaborazione
con i fascisti ungheresi, la deportazione ad Auschwitz degli ebrei dell'
Ungheria.
A tal fine Eichmann insediò la sua centrale operativa a Budapest.
Al processo di Norimberga contro i principali criminali di guerra, celebrato
nel 1945-46, il nome di Eichmann emerse infinite volte durante il procedimento
e nei documenti giudiziari.
Quanto alla sua persona, si pensò che fosse morto verso la fine della
guerra. In realtà, nel maggio 1945, Eichmann si era liberato dell'uniforme
da ufficiale delle SS e aveva indossato un'uniforme dell'aviazione. Passato
dall'Austria alla Baviera, fu catturato e, secondo quanto raccontato da lui
stesso, riconosciuto come appartenente alle SS dal marchio a fuoco che aveva
nell'incavo dell'ascella. Fu portato in un campo speciale, dal quale riuscì
ad evadere all'inizio del 1946. A questo punto si rintanò nella desolata
brughiera di Luneburg, lavorando fino al 1950 come tagliaboschi presso un ufficio
forestale.
Il desiderio di riunirsi alla sua famiglia rimasta in Austria gli fece prendere
la decisione di lasciare la Germania. Scelse come destinazione l'Argentina,
dopo aver appreso - e questo dimostra che egli era in contatto con altri ufficiali
delle SS - che alcuni fascisti ricercati per i loro crimini si erano rifugiati
in quel paese, dove vivevano sotto mentite spoglie.
Nel 1950 raggiunse l'Italia attraverso l' Austria, e a Genova si imbarcò
per Buenos Aires con un passaporto falso, intestato a Ricardo Klement. Due anni
dopo lo raggiunsero la moglie e i figli. Eichmann lavorava in uno stabilimento
della Mercedes di Buenos Aires e abitava in un quartiere periferico della capitale
quando fu intercettato dai servizi segreti israeliani, da loro rapito l'11 maggio
1960 e undici giorni dopo portato illegalmente in Israele su un aereo.
L'incarico di svolgere l'indagine su Eichmann fu affidato, in un primo tempo,
al sesto ufficio della polizia israeliana. L'interrogatorio, registrato su nastro
magnetico, fu condotto dal capitano Avner Less. Dal momento che in Israele non
si trovò nessun avvocato disposto ad assumere la difesa di Eichmann,
il Parlamento creò, con una delibera, le premesse per la presenza di
un avvocato straniero.
A questo punto entrò in azione come suo difensore il dottor Robert Servatius
di Colonia, che nel processo di Norimberga contro i principali criminali di
guerra aveva difeso
Fritz Sauckel.
Il l0 febbraio 1961 al prigioniero furono notificati i capi d'accusa. Il dibattimento
davanti al tribunale distrettuale di Gerusalemme durò dal 10 aprile fino
al 14 agosto 1961. L'11-12 dicembre i giudici emisero il verdetto di colpevolezza
e tre giorni dopo pronunciarono la sentenza che prevedeva la pena capitale.
Il processo d'appello, celebrato presso la Suprema Corte di giustizia dal 22
al 29 marzo 1962, non comportò una revisione della sentenza.
Il 31 maggio 1962, dopo che era stata rifiutata la domanda di grazia, Eichmann
fu impiccato.