| Ferenc Feketehalmy-Czeydner |
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| Nacque il 22 novembre 1890 a Piski in Ungheria
da una famiglia di origine tedesca. Seguì la carriera militare
sin dal 1904 divenendo tenente dell'esercito austro-ungarico il 18 agosto
1910. Partecipò alla guerra sul fronte russo venendo ferito il
1° agosto 1914. Da quel momento ebbe incarichi di stato maggiore,
ritornato in prima linea venne nuovamente ferito. Dopo la fine della
Prima Guerra Mondiale rimase nell'esercito ungherese. Tra il 1921 ed
il 1923 fu professore di "Tattica" all'accademia militare di
Budapest. Dal gennaio 1924 al maggio 1925 si trasferì in Francia studiando alla Sorbona. Tra il 1925 ed il 1934 fu capo dell'ufficio operativo dell'esercito presso il Ministero della Guerra. Nel 1938 rientrò al comando di una unità operativa dell'esercito. Venne nominato comandante del V Corpo d'Armata Ungherese acquartierato a Szeged il 1° agosto 1941. In questo incarico nel gennaio 1942 mise in atto lo spaventoso eccidio di Novi Sad che costò la morte di migliaia di Serbi ed Ebrei. Il caso suscitò un vasto movimento di protesta parlamentare guidato dal capo del partito antitedesco dei piccoli proprietari Endre Bajcsy-Zsilinszky. L'inchiesta si risolse con la rimozione di Feketehalmy dal comando ed il suo pensionamento a partire dal 21 dicembre 1941. A parte la perdita del comando e la messa a riposo non ebbe altre conseguenze penali e si dedicò alla amministrazione di una fabbrica di aerei a Mátyásföld. Il caso venne riaperto alla metà del dicembre 1943 e Feketehalmy giudicò più prudente rifugiarsi in Germania. Quando le autorità ungheresi chiesero la sua estradizione lo stesso Hitler ordinò che fosse negata. Feketehalmy a questo punto si arruolò nelle Waffen-SS a partire dal marzo 1944. Ritornò in Ungheria dopo il colpo di stato di Szalasi e assunse l'incarico di assistente di Stato Maggiore presso il Ministero della Guerra delle Croci Frecciate. Consumò la sua vendetta contro Bajcsy-Zsilinszky che riuscì a far condannare a morte. A seguito della avanzata sovietica si ritirò con i fedelissimi di Szalasi in Austria. Qui, nell'estate del 1945, a Weissenbach am Attersee venne arrestato dagli Statunitensi che lo consegnarono al nuovo governo di Budapest. Qui rimase in carcere sino al gennaio 1945. Successivamente processato venne condannato a morte ma estradato in Iugoslavia. Qui - nuovamente giudicato per i suoi crimini - fu finalmente impiccato il 5 novembre 1946. |
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