Fritz Fischer nacque a Berlino il 5 ottobre 1912 figlio più giovane di
un facoltoso commerciante. Nell'adolescenza aderì a gruppi d'ispirazione
romantica come il "Circolo Stefan George" fondato dallo scrittore
Hugo von Hoffmansthal.
Studiò medicina a Bonn, Berlino e Lipsia e nel 1936 ottenne il dottorato
ad Amburgo. Nel 1934 era entrato a far parte delle SS. Nel 1938 conseguì
l'abilitazione all'esercizio della professione medica e nel 1939 si iscriveva
al Partito Nazionalsocialista.
Dopo il 1938 lavorò dapprima all'ospedale di Lipsia e poi in quello di
Berlino. Lavorò sotto la direzione del professor Berthold Ostertag, un
nazista fanatico coinvolto nel
progetto
di eutanasia.
Allo scoppio della guerra nel settembre 1939 venne richiamato al fronte e venne
impiegato come medico militare nella divisione SS "Liebstandarte".
Dal giugno 1941 fu trasferito nell'ospedale delle SS a Hohenlychen dove venne
in contatto con
Karl Gebhardt che ne era il direttore.
Nel febbraio 1942 si sposava.
Il 12 luglio 1942 iniziò a collaborare agli esperimenti medici condotti
su 74 prigioniere polacche nel campo di concentramento di Ravensbrück.
Operò sotto le direttive di
Gebhardt insieme
al gruppo di medici di cui faceva parte tra gli altri la dottoressa
Oberheuser,
il dottor Schiedlausky, il dottor Rosenthal.
Fischer fu
parte attiva negli
orribili esperimenti che si svolsero per testare i sulfamidici e per studiare
la rigenerazione delle ossa e dei muscoli.
Memorabile una operazione di trapianto di alcune ossa della spalle da una prigioniera
ad un prigioniero: Fischer eseguì l'espianto (la prigioniera morì
per le conseguenze dell'operazione) a Ravensbruck e con un viaggio in motocicletta
trasportò le ossa da reimpiantare nella clinica di Hohenlychen. Nel maggio
1943 venne nuovamente inviato al fronte combattendo sia ad oriente che ad occidente.
Nell'agosto 1944 venne ferito e ritornò a Hohenlychen come paziente.
Dopo la guarigione ridivenne assistente di
Gebhardt.
Alla fine del conflitto venne catturato dagli Alleati e fu uno degli accusati
nel processo di Norimberga contro i medici nazisti. Giudicato colpevole venne
condannato all'ergastolo. Successivamente la pena venne ridotta a 15 anni. Nel
1954 ottenne la scarcerazione in base ad un provvedimento di clemenza.
Una volta libero Fischer ricominciò una nuova vita trovando lavoro nell'industria
chimica Boeringher nella città di Ingelheim. Nel 1998 viveva ancora a
Ockenheim.