Wilhelm
Frick nacque nel 1877, dopo gli studi di legge all'inizio degli anni Venti entrò
nella Polizia di Monaco.
Fu un nazionalsocialista della prima ora e partecipò al fallito colpo
di Stato del 1926. Condannato a quindici mesi di prigione e alla perdita del
suo incarico, riuscì a non terminare la pena grazie all'elezione come
deputato nelle fila del Partito Nazionalsocialista. Godeva di ampia fiducia
da parte di Hitler e nel 1933 insieme a Goering fu l'unico nazionalsocialista
nel governo di coalizione di Hitler.
Venne nominato ministro degli Interni, carica che resse sino al 1943. Dal 1943
alla fine della guerra fu protettore della Boemia e Moravia. Nei dieci anni
nei quali fu ministro degli Interni Frick fu responsabile delle leggi discriminatorie
e persecutorie nei confronti degli ebrei, degli oppositori politici e di tutti
coloro che venivano considerati "nemici" del regime. Il concentramento
degli organismi di polizia tedeschi nelle mani di Himmler erose gradualmente
il suo potere. Nel 1943 fu lo stesso
Himmler a succedergli
come ministro degli Interni.
Processato a Norimberga cercò di ridurre le proprie responsabilità
teorizzando lo svuotamento del proprio potere a favore di Himmler. Tuttavia
Frick era stato protagonista del processo di arianizzazione dell'economia teorizzando
nel 1938 l'espropriazione coatta delle proprietà ebraiche.
Nel 1935 era stato uno dei responsabili della redazione delle Leggi di Norimberga.
In ogni provvedimento antiebraico successivo si rintraccia la sua collaborazione
e presenza.
Venne giudicato colpevole di crimini contro la pace e l'umanità e di
crimini di guerra. Condannato a morte, venne impiccato il 16 ottobre 1946.
Nella
immagine in alto una cartolina postale con il ritratto di Frick nel momento
di maggiore potere, sotto Frick, nel 1946, rinchiuso in una cella a Norimberga.