Si arruolò in polizia nel 1929 passando poi alla polizia politica
nel 1931. Quando Hitler giunse al potere Harster venne promosso vicecapo della
polizia a Stoccarda (1934).
Nel 1933 si era iscritto al Partito Nazionalsocialista (tessera n° 3226954)
e nel novembre 1933 alle SS (tessera n° 225932).
Il 9 novembre 1937 venne promosso Untersturmfuhrer e trasferito alla polizia
di Berlino. Dopo l'annessione dell'Austria nel 1938 venne inviato a Innsbruck
come capo della Polizia.
Nello stesso anno venne promosso (saltando tre gradi) a Obersturmfuhrer e
inviato come capo della Polizia di Sicurezza (SIPO) e dei Servizi di Sicurezza
(SD) a Cracovia. Dopo essere stato ancora a Innsbruck e poi ancora in Francia
nel luglio 1940 dopo la promozione a Standartenfuhrer venne trasferito in
Olanda come capo della Polizia
di Sicurezza e dei Servizi di Sicurezza.
In Olanda si diede ad organizzare
la struttura delle SS in Olanda istituendo uffici in ogni città piccola
e grande i cui dirigenti riferivano soltanto a lui. Harster rappresentò
la vera mente pensante ed organizzativa della macchina repressiva e di sterminio
nazista in Olanda. Rimanendo per
molti anni al suo posto ebbe modo di organizzare lo sterminio in modo particolareggiato
e micidiale. Perfetto prototipo del massacratore nazista, Harster era noto
per la sua assenza di vizi e il suo frenetico impegno: non beveva, non fumava,
non si concedeva distrazioni e lavorava dal mattino presto sino a tarda notte.
Quando i tedeschi cominciarono a subodorare il prossimo crollo dell'Italia
di fronte all'avanzata Alleata, Harster venne trasferito dall'Olanda
all'Italia il 4 settembre 1943. Mentre in Olanda veniva sostituito da un altro
sanguinario "specialista": Erich Naumann.
Una volta giunto in Italia Harster venne nominato capo della Polizia di Sicurezza
(SIPO) e dei Servizi di Sicurezza (SD) dell'area "GardaSee" con
comando a Verona. In Italia Harster creò la stessa organizzazione territoriale
sperimentata in Olanda: vennero
creati comandi cittadini (Aussenstellen), sezioni distaccate (Aussenkommandos)
e presidi distaccati (Aussenposten).
Subito dopo Harster fece compilare per le esigenze della polizia schedari
centrali ordinati per argomenti e per persone. Vennero creati schedari particolari
su giornalisti, massoni, testimoni di Geova ed ebrei. Una volta terminata
la schedature copie dei dossier vennero inviate agli uffici delle SS dove
risiedevano le persone schedate.
Il 27 novembre 1943 Harster emanò un'ordinanza su "compiti e competenza
della polizia criminale tedesca in Italia", che stabilì un generale
diritto d'intervento in tutte le faccende di polizia italiane e che prevedeva
la possibilità per la polizia tedesca di servirsi delle autorità
italiane.
Harster non fu soltanto un organizzatore metodico ed efficace ma anche un
geloso custode dei più criminali incarichi di morte. Quando si dovette
affrontare il problema di garantire la "sicurezza nelle retrovie",
cioè le azioni contro i partigiani italiani, Harster chiese ed ottenne
solo per le sue SS gli incarichi terroristici.
Il 27 gennaio 1944 tra il comando militare tedesco e Harster si giunse ad
un accordo che testualmente prevedeva che: "La
Polizia di Sicurezza attua rappresaglie in caso di azioni di sabotaggio e
attentati (...) faccende che riguardano armi ed esplosivi saranno trattate
per competenza dagli organi di Polizia di Sicurezza". In questo
modo oltreché responsabile diretto per la deportazione dei 7.000 ebrei
italiani Harster divenne il coordinatore di tutti i massacri compiuti dai
tedeschi sulla popolazione civile italiana.
Contemporaneamente Harster si occupò della gestione dei campi di concentramento
di Fossoli e di Bolzano.
Dall'Olanda Harster aveva portato
con sé il suo autista Friedrich Titho che già nel campo di concentramento
olandese di Vught aveva massacrato 70 prigionieri di guerra russi. Harster
nominò Titho comandante del campo di Fossoli di cui diresse l'attività
ordinando tra l'altro l'uccisione di 70 internati italiani nel luglio 1944.
Quando il conflitto volgeva al termine e le truppe tedesche in Italia si preparavano
alla resa Harster cercò di intavolare una trattativa in Svizzera con
gli Alleati attraverso un mediatore, un tale Baritoni industriale italiano.
Terminata la guerra il 13 maggio 1945 Harster venne arrestato dalle autorità
italiane ma - incredibilmente - venne rilasciato.
Soltanto nel 1947 venne processato da una corte olandese che lo condannò
a 12 anni per il suo coinvolgimento nelle operazioni di sterminio degli ebrei
olandesi. Anche qui in modo incredibile venne rilasciato nel 1953.
Tornato in Germania venne addirittura assunto ed impiegato nel Ministero degli
Interni del Land di Baviera. Soltanto nel 1963 per le pressioni dell'opinione
pubblica fu posto in pensione.
Nel 1967 venne nuovamente processato a Monaco per l'omicidio di 83.000 cittadini
olandesi. Durante il processo Harster ammise di essere stato informato da
Adolf Eichmann sin dal 1942 che gli ebrei non venivano
"deportati ad oriente" ma sterminati. Venne condannato a 15 anni
di prigione dai quali furono dedotti gli anni di carcere già scontati.
Dopo pochi anni di detenzione venne nuovamente scarcerato.
Particolari inediti su Wilhelm Harster sono stati resi noti dopo che la CIA nel 1998 ha declassificato e resi pubblici i suoi dossier denominati "RG263" e che sono stati studiati dal professor Breitman. I dossier RG 263 contengono i profili di numerosi nazisti con particolare attenzione alla loro attività dopo la guerra. Il dossier che riguarda Harster rivela che dopo essere stato "pensionato" dal Ministero degli Interni bavarese, Harster lavorò per il Bundesnachrichtendienst (BND) cioè il servizio segreto della Germania postbellica. Pur non essendo stato reclutato ufficialmente Harster fornì ai servizi segreti tedeschi i nominativi delle SS che erano stati ai suoi ordini e che furono poi reclutati come agenti segreti. Tra questi uomini vi era anche l'ex SS Heinz Felfe che più tardi si sarebbe rivelata una spia al servizio dei sovietici.
Lo Stato Italiano non richiese mai l'estradizione di Harster che, protetto dai servizi segreti tedeschi, morì nel suo letto nel 1977.

Nacque il 21 luglio 1904 a Kelheim in Baviera figlio di Theodor giudice e
assistente legale di polizia. Successivamente la famiglia si trasferì
a Monaco di Baviera dove compì gli studi. Il 1° novembre 1914 il
padre morì durante la Prima Guerra Mondiale.
Dopo il 1918 il giovanissimo Wilhelm si arruolò nelle unità
paramilitari di destra Freikorps Oberland che agivano a Monaco.
Dal 1921 al 1929 fu capo di un movimento giovanile d'ispirazione fascista
denominato "Wehrkraftenverein". Nel 1926 si laureò in Giurisprudenza
ottenendo l'anno dopo il dottorato a Erlangen.