Soltanto nel giugno 1941 vennero
formalizzate delle accuse nei suoi confrontiche di fatto facevano
riferimento all'utilizzo poco ortodosso di agenti segreti e all'interesse
privato nel suo lavoro.
Molto probabilmente Hoettl era entrato in conflitto se non con il potentissimo Reinhardt
Heydrich, almeno con i suoi collaboratori. Quando Heydrich morì il
capo del Dipartimento VI, Walther Schellenberg,
dichiarò che Hoettl era persona indispensabile e le accuse vennero ritirate.
Venne reintegrato nel posto che occupava a Vienna nel gennaio 1943 e ricominciò la
sua attività.
Durante il 1943 venne inviato in Italia a Roma dove lavorò in contatto
con l'ambasciatore tedesco presso la Città del Vaticano Weizsaecker. Riorganizzò la
rete spionistica nazista in Italia e collaborò alla liberazione di Mussolini
fatto arrestare da Badoglio. Collaborò nell'azione contro le autorità italiane
che dopo l'8 settembre 1943 avevano firmato l'armistizio con gli Alleati.
Si adoperò per prendere contatti con la rete spionistica anglo-americana
per sondare la possibilità di una pace separata in funzione antisovietica.
Nel 1944 Schellenberg lo
incaricò di recarsi a Budapest e affiancare e collaborare
con i servizi segreti dell'esercito ungherese. In questo ruolo
divenne uno stretto collaboratore di Edmund Veesenmayer allora
ambasciatore tedesco in Ungheria.
Hoettl fu una pedina importante nel processo di rovesciamento dell'ammiraglio Horthy e
nella sua sostituzione con Fercenc Szalasi,
capo del movimento fascista delle Croci Frecciate. Hoetll rimase
a Budapest sino al novembre 1944 per poi ritornare in Austria.
Occupò l'ultimo periodo della guerra cercando di rafforzare
i contatti con i servizi segreti americani in vista della stipulazione
di una pace separata.
L'8 maggio 1945 venne arrestato dagli Statunitensi
nella cittadina di Bad Aussee dove aveva trovato rifugio. Rilasciato
senza aver subito alcun processo Hoettl con la fine della guerra
non terminò la sua carriera di spia.
Recentemente gli archivi
della CIA (i servizi segreti statunitensi) hanno desecretato
e reso pubblico il dossier che si riferisce a Hoettl. Si tratta
di
più di 600 pagine in base alle quali si viene a sapere che
l'ex spia nazista negli anni successivi alla guerra lavorò per
i servizi segreti della Jugoslavia, dell'Austria, della Romania,
della Svizzera, della Francia, della Germania Occidentale, della
Russia e dell'Ungheria. Sorprendentemente in alcune operazioni
venne impiegato dai servizi segreti israeliani e perfino dal
Vaticano.
Gli Statunitensi sapevano perfettamente che Hoettl era un nazista
con responsabilità assai
pesanti ma - come testimoniato dal rapporto interno del 17 aprile 1945, non
rinunciarono ad usarlo cercando soltanto di non instaurare un
rapporto troppo diretto con
lui.
Tra l'ottobre ed il dicembre 1947 rimase in stato di arresto. Successivamente
gli Statunitensi crearono una rete spionistica denominata "Montgomery" che
aveva il compito di controllare i Sovietici in Ungheria.
Una seconda rete venne creata nel 1948 con gli stessi scopi.
Hoettl venne inserito in questi gruppi grazie alla sua conoscenza del territorio
e le sue conoscenze ungheresi.
Le due reti spionistiche
si rivelarono un fallimento e le notizie che procacciarono risultarono o inutili
o fabbricate di sana pianta.
Sia "Montgomery" che "Mount Vernon" vennero smantellate nel
1949.
Nel 1952 le autorità americane si erano convinte che le informazioni
fornite da Hoettl erano totalmente inutili. I rapporti con lui vennero interrotti
in quello stesso anno. Il 25 marzo 1952 Hoettl venne nuovamente arrestato.
Gli Statunitensi erano convinti che fosse passato al soldo dei sovietici.
L'11 aprile
1953 venne nuovamente rilasciato senza che contro di lui venisse assuntoalcun
provvedimento.
Nel 1961, in connessione con il processo a Eichmann celebrato
a Gerusalemme, in Ungheria una
campagna di stampa denunciò il fatto che Hoettl era stato uno dei
complici di Eichmann nella
distruzione della comunità ebraica ungherese. Ne seguì una
richiesta di estradizione rivolta al governo austriaco che rimase senza risposta.
Hoettl
fu sospettato di essersi impossessato di beni provenienti dalle proprietà ebraiche
sequestrate dalle SS. Un conto in Svizzera, la creazione di una casa editrice
in collaborazione con la moglie ed un ex collega e un tenore di vita abbastanza
alto alimentarono i sospetti.
Nonostante tutte queste vicende Hoettl non
solo visse indisturbato ma poté pubblicare diversi libri di memorie
e fondare addirittura una scuola della quale divenne direttore. Nel 1995
la provincia della
Stiria gli conferì una medaglia d'oro per i suoi meriti educativi.
Morì a
Bad Aussee il 27 luglio 1999.
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