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  Andor Jaross
 
 
Foto: Andor Jaross  




  
 
Nel gennaio 1939 fondò il Movimento della Vita Ungherese insieme a Bela Imredy. Il partito adottò tutti i classici orpelli fascisti (uniformi neri, simboli, etc.). Il suo orientamento non era tuttavia vicino ai gruppi più estremisti come le Croci Frecciate. Szalasi, fondatore delle Croci Frecciate, era un personaggio troppo 'romantico' per Jaross. La sua militanza si svolse all'interno dei partiti fascisti tradizionali che si richiamavano alle idee di Gyula Gombos.
Il momento di massimo potere lo raggiunse dopo il marzo 1944 quando, a seguito dell'arrivo dei Tedeschi, il reggente Hothy venne costretto a licenziare il primo ministro Kallay e a nominare nuovo premier Sztojay. Jaross venne nominato ministro degli Interni e in tale veste fu il maggior responsabile ungherese per la deportazione di più di 400.000 Ebrei ungheresi.
Subito dopo la sua nomina chiarì il suo pensiero sulla 'questione ebraica' affermando il 17 maggio: "Lasciatemi sottolineare che tutte le proprietà e i beni di valore che gli Ebrei sono riusciti ad accumulare durante il periodo liberale non rimarranno a lungo nelle loro mani. Sono ora di proprietà della nazione ungherese. Saranno usate per arricchire l'intera nazione. Diventeranno parte della circolazione economica nazionale in modo tale che ogni onesto lavoratore ungherese ne possa godere".
La "soluzione della questione ebraica" in Ungheria cadde nelle sue mani e dei suoi due sanguinari collaboratori: Laszlo Endre e Laszlo Baky. Senza questo appoggio Eichmann non sarebbe mai riuscito nel giro di pochi mesi a concentrare e deportare gli Ebrei ungheresi verso Auschwitz.
Il 5 aprile 1944 emise il decreto che obbligava gli Ebrei ad indossare la stella gialla sugli abiti. Poco dopo emanava un ulteriore decreto che ordinava la distruzione delle opere di scrittori ebraici sia ungheresi che stranieri. Ogni fase successiva (perdita dei diritti politici ed economici, ghettizzazione e deportazione) venne condotta da Jaross con spietata attenzione ed efficienza seguendo tutte le linee guida suggerite da Eichmann.
Arrestato dopo la fine della guerra venne processato e condannato a morte. Fu fucilato l'11 aprile 1946




  
 
Foto a fianco: Andor Jaross viene legato al palo dell'esecuzione pochi minuti prima della fucilazione.




  
 
Bibliografia

Braham, Randolph L., The politics of genocide : the Holocaust in Hungary, Rosenthal Institute for Holocaust Studies, Graduate Center/City University of New York Social Science Monographs Distributed by Columbia University Press, New York Boulder New York, 1994.

Nagy-Talavera, Nicholas M., The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Portland 2001.

 

   
 
       
 
Nacque il 23 maggio 1896. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale la Rutenia-Carpazia dove viveva venne assorbita dalla Cecoslovacchia.
Jaross divenne allora parte del movimento irredentistico della minoranza ungherese. Fondò un partito e venne eletto nel parlamento cecoslovacco il 19 maggio 1935. In questa carica lavorò per far guadagnare sempre maggiori spazi di autonomia alla minoranza ungherese. L'obiettivo finale (in accordo con il governo di Budapest) era il ritorno del territorio nelle mani dell'Ungheria. Il desiderio della minoranza ungherese di essere nuovamente uniti alla madrepatria era assai diffuso. Anche gli Ebrei di etnia ungherese, fedeli a Budapest, nutrivano lo stesso spirito nazionalista degli altri Ungheresi. Per questo motivo Jaross ed il suo movimento ottennero larghi finanziamenti proprio dai banchieri e dai commercianti ebrei.
Jaross si recò in delegazione anche a Londra per presentare le lagnanze della minoranza ungherese in Cecoslovacchia e non trascurò alcun mezzo per lavorare contro il governo di Praga.
Quando, nel 1938, la Cecoslovacchia venne invasa dai Tedeschi, l'Ungheria riottenne la Rutenia-Carpazia Jaross divenne figura di primo piano.
Nel marzo 1939 fu nominato capo della "Commissione Governativa per la regolamentazione delle propietà terriere". Di fatto si trattava di una commissione incaricata di restituire la terra che i Cecoslovacchi avevano - per un motivo o per l'altro - confiscata ad appartenenti alla minoranza ungherese.
Al mometo della sua fondazione gli obiettivi vennero stabiliti inequivocabilmente: si doveva fare spazio agli Ungheresi nella Rutenia-Carpazia. Secondo le direttive confidenziali soltanto gli Ungheresi avrebbero dovuto ricevere terre e, tra gli Ungheresi, solo quelli che avevano manifestato un comportamento patriottico durnate il governo cecoslovacco. Nonostante gli Ebrei fossero stati i più ardenti patrioti Jaross manovrò prima per spogliarli delle loro proprietà e poi ricavò ulteriore denaro costringendoli ad accettare la 'protezione' da pericoli che potevano provenire esclusivamente dal suo raggruppamento Fascista.
Secondo lo storico Nagy-Talavera Jaross fu un politico corrotto e privo di principi morali e di una ambizione smisurata. In effetti all'interno della vita politica ungherese Jaross manovrò costantemente in modo da ottenere incarichi di un qualche rilievo.




  
 
  Foto: esecuzione di Andor Jaross
   
   
   
   
           
           
           
         



  
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