Richard Kaaserer nacque a Trieste il 21 agosto 1896 figlio di un agente di polizia.
Si arruolò nell'esercito austroungarico nel 1916. Combatté sul
fronte orientale ed in Italia arrivando sino al grado di tenente. Dopo la guerra
rimase nell'esercito sino al 1922.
Tra il 1927 ed il 1930 militò nel movimento socialista "Steierischen
Heimatschutz" per poi passare nel 1932 al Partito Nazionalsocialista ed
entrare nello stesso anno nelle SS.
Nel luglio 1933 quando il Partito Nazista venne dichiarato illegale scapoin
Germania organizzando una rete di aiuto per i nazisti austriaci che cercavano
rifugio nel Reich. Nel 1934 tentò di rientrare in Austria ma venne arrestato
e detenuto in carcere sino al 1937.
Ritornato in Germania dopo il rilascio ritornò in Austria solo nel settembre
1939 come capo del Distretto SS "Donau".
Dal dicembre 1940 e sino al 1941 fu l'ultimo capo dell'Ufficio Genealogico del
RuSHA per passare a dirigere l'Ufficio dell'Ahnenerbe. Rimase al RuSHA sino
al 1942.
Dal giugno 1942 al febbraio 1943 fu comandante di reggimento nella divisione
SS "Prinz Eugen". Venne processato da una corte marziale per atti
di brutalità contro le reclute e spostato alla Divisione SS "Frendsberg".
Lasciate le Waffen-SS passò in Polizia operando in Jugoslavia dapprima
nel gruppo "Knin" operando dal luglio 1943 al maggio 1944 in attività
antipartigiane lungo la costa bosniaca.
Passato agli ordini di Konstantin Kammerhofer condusse sanguinose e spietate
operazioni di rappresaglia ad Agram in Croazia.
Dopo un breve periodo come Comandante di SS e Polizia (SSPF) "Sandschak"
venne trasferito in
Norvegia dove
assunse la carica di Comandante di SS e Polizia (SSPF) del "Mittel Norwegen".
Qui rimase sino alla fine della guerra.
Catturato dagli Alleati alla fine della guerra venne estradato in Jugoslavia
dove fu processato e condannato a morte.
La sentenza venne eseguita nel gennaio 1947.