
Dopo la guerra riuscì a sottrarsi per molto tempo a qualsiasi giudizio.
Soltanto nel 1969 venne processato e condannato a 3 anni di prigione.
Le tracce delle atrocità di Erhard Kröger iniziano con un rapporto
a Berlino dell'11 luglio 1941. In esso si comunica che a Zlochev l'unità
ha ucciso 16 "comunisti" tra i quali tre donne ebree. A settembre
Kröger ordinò l'eliminazione di 600 ebrei a Vinnitsa. Tra il 1°
ed il 27 settembre. l'Einsatzkommando 6 uccise 13 "ufficiali politici"
sovietici, 32 "saccheggiatori e sabotatori" e 26 ebrei.
Il rapporto 135 inviato a Berlino il 19 novembre 1941 ci mostra tutta l'attenzione e la pignoleria "teutonica" di Erhard Kröger impegnato a documentare una serie di atroci massacri:
"Sin dal 5 ottobre 1941, l'Einsatzkommando 6 è stato occupato nel distretto di Dnieper Bend [ ] nell'area del dell'Einsatzkommando 6, il numero totale di abitanti nelle città è di circa un milione e duecentomila senza includere i residenti nei villaggi più piccoli. Naturalmente il carico di lavoro da svolgere è proporzionalmente alto e difficilmente può essere svolto con le forze limitate di cui si dispone. [ ] Durante il periodo coperto da questo rapporto altri 1.000 ebrei sono stati eliminati dall'Einsatzkommando 6. Nonostante la penuria di lavoratori specializzati è stato impossibile non risparmiare le vite di quegli artigiani ebrei di cui vi è urgente bisogno per lavori di riparazione e altro. Sono state prese misure per lo sterminio di 1.500 degenti del locale manicomio".
Erhard Kröger concludeva questo rapporto lamentando il fatto che le
truppe italiane che combattevano nell'area si erano impossessate di grandi
quantità di sigarette tedesche che rivendevano agli stessi soldati
germanici per "l'esorbitante" prezzo di 2 Reichsmark ogni 6.
E' consolante pensare che i nostri soldati si dedicassero a queste innocue
attività mentre questo brillante esempio di belva umana procedeva allo
sterminio di ebrei e di disabili mentali.
Foto: National Archives Maryland

Foto: National Archives Maryland