Wilhelm
Kube nacque nel 1887 nell'attuale Glogow (in tedesco Glogau) in Slesia.
Fu uno dei nazisti della prima ora e già nel 1928 era Gauleiter (rappresentante
locale del partito) nella provincia di Osstmark e nel 1933 della provincia di
Kurmark.
Dal 1924 al 1928 e ancora nel 1933 fu deputato al parlamento nazionale e in
quello del Land di Prussia. Sempre nel 1933 venne nominato governatore del distretto
di Brandenburgo Berlino.
A causa delle sue discussioni con i vertici del partito e dei sospetti di appropriazioni
indebite venne privato di tutte le cariche.
Nel 1941 tuttavia veniva riabilitato e nominato commissario generale della Bielorussia
che era parte del Commissariato del Reich Ostland. Stabilì il suo quartier
generale a Minsk.
Entrò ben presto in urto con le SS e in particolare con il comandante
locale
Eduard Strauch nel tentativo di difendere il
suo ruolo a proposito dello sterminio degli ebrei locali e provenienti dalla
Germania.
Domandò più volte che venissero fermati i trasporti di ebrei diretti
in Bielorussia.
In questo tentativo cercò di coinvolgere il suo amico e collega
Lohse
in una famosa
lettera
nella quale sottolineava la necessità di adottare sistemi "più
umani" per l'eliminazione degli ebrei tedeschi deportati a Minsk. Il 22
settembre 1943 venne ucciso in un attentato con una bomba piazzata sotto il
suo letto dalla sua governante che in realtà era una appartenente alla
resistenza sovietica.