Nacque
nel 1879 e rappresenta l'incarnazione dei burocrati del Terzo Reich che con
il loro lavoro permisero e facilitarono il processo di distruzione.
Non fu un nazista della prima ora: aderì al partito soltanto nel 1932
quando ormai l'ascesa di Hitler appariva prevedibile.
Venne assai presto nominato da Hitler Capo della Cancelleria nel 1933. Questa
posizione era assolutamente strategica.
La Cancelleria era infatti l'anello di collegamento tra Hitler e i vertici dei
ministeri. Ovviamente Lammers rappresentava il mediatore indispensabile per
avvicinare il Führer. Ogni provvedimento legislativo doveva avere la sua
supervisione comprese ovviamente le leggi antiebraiche.
La mentalità burocratica fu però anche il limite di Lammers. Ligio
a principi di "legalitarismo" e alla cultura giuridica tedesca si
trovò sempre più in difficoltà di fronte alla crescente
ideologizzazione del sistema di governo. Lammers - come la struttura tradizionale
del governo ereditata dal regime parlamentare - entrò in crisi alla fine
degli anni Trenta.
Pur nella sua posizione Lammers stesso trovava sempre più difficile incontrare
e discutere con Hitler. Nel 1942 ebbe solo 39 colloqui con il Führer, nel
1943 addirittura 18. A partire dal 1941 il suo potere venne gradatamente scalzato
da quello di
Martin Bormann.